Questo terremoto che fa ballare tutta l’Italia

Ripensavo a quando ero sul mio scoglietto a scuola e, durante una lezione di storia oceanica, ho ascoltato per la prima volta il fatto dell’iceberg. Questa imponente montagna di ghiaccio se ne stava sonnecchiando tranquillamente quando un transatlantico gli è piombato addosso scheggiandola. L’imbarcazione ha avuto la peggio, si è risolta in tragedia, ma anche l’iceberg se l’è vista brutta, pur rimanendo al suo posto. E’ un fatto che mi è rimasto impresso perchè dimostra come la natura si fa i fatti suoi, l’uomo arriva e deve controllarla e monitorarla in tutti i modi (poi poco importa se mi vanno alla deriva i pinguini su una lastra di ghiaccio perchè c’è il surriscaldamento…). Oggi ho scoperto che stanno studiando un’app per tracciare i terremoti. Fa pensare al bisogno di gestione degli eventi naturali. Ora, chiaro, se un terremoto di media intensità colpisce voi facile che vi arrivi la famosa tegola in testa, per noi è uno spasso come una giornata al luna park: o ce ne stiam dentro il guscio a dondolare oppure ci godiam le onde con gli amici. Quindi ovvio che lo viviamo in modo diverso. E’ proprio sul “lascia che sia” la differenza. A noi non spaventano temporali (e voglio vedere se sguazzate voi in mezzo ai fulmini!), ad esempio. Sappiamo che arrivano, passano e tanti saluti. Ma poi, li viviamo sulla nostra pelle: non è che stiam tutto il tempo a chiederci dove ci sono state scosse. Però devo ammettere una cosa: gli italiani danno il meglio di sè quando ci sono i terremoti. Cioè, quelli che vivono a chilometri e chilometri di distanza diventano tutto ad un tratto solidali. Partono raccolte fondi, tutti mandano messaggini e chiamano numeri vari, si raccolgono generi di prima necessità da inviare. E’ fantastico! E’ soprattutto coerente se consideriamo che quando il dirmpettaio suona per chiedere il sale si fa finta di non essere in casa! Perchè il bello dei bipedi è questo: digito un codice su un cellulare e invio due euro, ma non chiedetemi rapporti umani diretti. In compenso si accettano tutte le richieste di amicizia nei social. Anche con quel vicino a cui tre anni fa si è detto “ok, allora appena finisco di sistemare gli scatoloni del trasloco t’invito per un caffè”. Insomma, prestate attenzione alla natura quando vi si rivolge contro ma ci fosse una volta che ci pensate prima di far danni con trivelle e aggeggi vari. A me più che terremoti spaventa la pioggia tra un po’: è talmente inquinata l’acqua che ogni volta che apro la nuvoletta per far la doccia ho paura che mi si sciolga il ciuffo. Comunque, siete anche simpatici con tutti questi aggeggini. Facciamo così: il cellulare non è una mia grande passione (poi vi lamentate degli incendi creati dal caldo ma che mi dite di quando a una ragazzina esplode e s’infiamma il telefono che ha in tasca?), quindi ve lo dico a voce: se passate da queste parti, bussate pure sul guscio che io apro sempre e vi offro anche una rarità, ho una bottiglietta d’acqua dolce giusto per gli amici speciali!

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2 thoughts on “Questo terremoto che fa ballare tutta l’Italia

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