Ma se Halloween è la notte horror… gli altri giorni che sono?

Oggi mi sono imbattuta in un gruppetto di orche vampire… Non mi han fatto molta paura perchè in effetti erano un po’ piccole. A volerla dire tutta non sembravano neanche tanto esangui e non avevano problemi a nuotare sotto il sole. Se proprio vogliamo essere più pignoli di una pigna perdevano pure un po’ di sugo di pomodorino per strada ed erano un po’ sbavate… Insomma, erano le prove generali degli scorfani per Halloween. Che qui la sentiamo molto come cosa. In genere organizziamo le nostre feste in qualche insenatura addobbata con reti da pesca, coltelloni e pentole: più horror di così non saprei! Ovviamente non mancano corone d’aglio e striscioni di peperoncino: se facciamo una cosa la facciam bene. E’ che alla fine con tutti i fantasmi dei pirati dei Sette mari che bazzicano qui non è che c’impressioniamo molto davanti a certe immagini… Comunque, a furia di vedere pinnati che ragionavano sul da farsi e come vestirsi (non vi dico i granchi quante vele stanno tagliando per dare a tutti la stoffa necessaria!) per forza mi è venuto da pensarci… Ho avuto un’idea cozzinamente geniale: mi vesto da pirata! Vi spiego, Scoglio ho deciso che lo travesto da galeone fantasma, tanto la stazza lo permette, a questo punto avevo due opzioni: o facevo la bella di turno (e già questa essendo io cozzina è una contraddizione in termini) e era scomoda la cosa perchè per farlo bene sarei dovuta basculare tutta la notte legata e imbavagliata, oppure optavo per cappellino e benda sull’occhio: non è difficile! Peccato che domani ho lezione con Aguglia per imparare a tirare di scherma, così riesco a calarmi nella parte, se no mi univo ai gamberetti ambientalisti che domani vanno a manifestare a Roma. Hanno organizzato un retro-corteo di tutto rispetto lungo il Tevere. Però ho sentito che tira una brutta onda e un po’ sono preoccupata, così ho preso da parte il mio amico IndietroTutta e gli ho suggerito che, nel caso incrociassero il gruppo Aragoste Rosse di Rabbia, deve fare l’indifferente e dire: “Ops, mi sa che ho ancorato in doppia fila” e sgusciar via più veloce di un delfino che fa a gara con un motoscafo. (Certo che a volte uno si spacca le lische per organizzare una festa horror quando basterebbe fare un salto in mondo bipede per farsi venire le scaglie bianche dalla paura… altro che spettri!) Che poi non capisco perchè non vadano sul sicuro e si rechino in visita ai pesci volanti che sono arrivati a Venezia (se ve lo state chiedendo, che lo so che voi fate domande strane a volte, no, non sono anguille che per Halloween si vestono da fatine e intanto testano le ali: son così di natura. E se continuate a farvi domande: no, non potete travestirli da pipistrelli e invitarli alle vostre feste!) Comunque so per certo che se domani trovassero Roma eccessivamente rumorosa per i loro gusti, i miei amici gamberetti, il gruppo dei retrocessi intendo, non ci tornerebbero tanto presto nella Capitale (tanto quella è Eterna, mica scappa anche se aspetti un paio di secoli) Sanno che dalla Storia c’è tutto da imparare. Comunque non demoralizzatevi: state imparando a farlo anche voi. Magari non tutti, ma degli astronomi ucraini sì. Infatti hanno scoperto un asteroide e dicono che potrebbe distruggere la Terra nel 2032. Però visto che l’anno scorso anche doveva essere la fine del mondo e non se n’è fatto nulla, hanno riflettuto bene e si son fatti due calcoli: i Maya han voluto fare le previsioni troppo in là nel tempo e non c’hanno fatto sta grande figura, allora loro intanto han messo tutti in allarme ma si son riservati di riparlarne nel 2028… Insomma, ho 15 anni di tempo per rispondere alla secolare domanda: ma se distrugge la Terra, l’Acqua dove finisce?

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Il vero metodo infallibile per ottenere quello che si vuole…

Oggi è stato il giorno peggiore del secolo per essere una cozza. Non sto scherzando. Stamattina me ne stavo bella tranquilla a marinarmi nel caffè di Scoglio (sì, lo so, non lo sopporta, dice che ha un retrogusto salato poi… mai capito perchè!) quando mi ha lanciato un’occhiataccia che pensavo mi friggesse con lo sguardo. Pensavo ce l’avesse perchè mi ero dimenticata d’inzupparci dentro un biscotto da usare come scaletta e quando capita poi tocca a lui scolarmi fuori. Solo che quando prova ad afferrarmi mi fa il solletico, io inizio a rotolare e lo schizzo. Almeno finchè non ne ingollo una sorsata e a quel punto tossisco come una pazza e per mezz’ora deve tenermi appesa per il ciuffo finchè non mi passa. (E quante storie! Mica gli viene un crampo alle rocce per farlo!) Neanche avesse avuto chissà che programmi per oggi! Invece si è limitato a fregarsi tutto il caffè usando una cannuccia e mi ha lasciata a secco sul fondo. Dopo di che mi sono trovata con papalina in testa e un termometro in bocca. “Ma Co’, nelle tue condizioni!”. E mica capito, che condizioni ho? Mi passa il bollettino medico che ci aveva appena recapitato il gabbiano e mi indica lo stato di salute delle mie cuginette spagnole. Poveracce. Si sono ammalate di tossinite. Mica colpa loro se voi bipedi inquinate tutto quello che vi capita! Fatto sta che hanno fatto tutti gli esami del caso e hanno i valori sballati: acido okadaico e tossine (DSP – Diarrhetic Shellfish Poisoning). Adesso dovranno pure stare in quarantena per un pezzo e io non posso allenarmi con lo spagnolo. Ma voglio dire, non è che perchè stanno male loro io per osmosi telepatica divento tossica! Acida sì, ma quello un po’ di mio (pure per questioni di sopravvivenza se vogliamo dirla tutta…) Insomma, due ore per spiegarglielo (anche perchè considerate che avevo sempre sto termometro infilato in mezzo a guscio, non è proprio praticissimo quando vuoi comunicare) e alla fine s’è convinto. A quel punto avevo pure un po’ voglia di farmi una gita fuoriporta (è pur sempre il week-end anche per me!) ma oggi davvero era rischioso ovunque. Se andavi a Venezia o dovevi schivare le navi oppure i piedi dei manifestanti che sguazzavano in acqua. (Senza contare materassini e canotti: di quelle craniate appena provavi a riemergere!) E poi questi saranno anche pacifici, ma avvicinarsi all’acqua con pentole e mestoli più che una dichiarazione di guerra alle crociere sembra una minaccia a pinnati e simili… Se cambiavi sponda e finivi nel golfo di Napoli invece non avevi un attimo d’intimità perchè c’era La BarBarca che se ne scivolava tranquilla e tutta la gente a osservare da riva i pesci che schivavano le remate. Insomma, a questo punto non mi restava che farmi un bell’idromassaggio e rilassarmi un po’. Che non è una cosa semplice: devi tuffarti in un bel bicchierone di acqua brillante (c’è chi ci mette una fettina di limone, io preferisco l’arancia) e non è facilissimo da reperire. Cioè. Io devo saltare sul balcone di un qualsiasi bar per ore prima di farmi servire. Le ho provate tutte: agito il ciuffo, gioco a nacchere con il guscio, ho inventato pure una coreografia da interpretare sul bancone ma nulla da fare: ore per avere la mia vasca! Comunque oggi mi è andata bene: ho letto uno studio che ha presentato un metodo infallibile per catturare subito l’attenzione dei baristi. Come? No, non parlo di quello tedesco, quello è perfetto per voi bipedi. Vi avvicinate al bancone e osservate osservate… Per me c’è un metodo migliore: mi faccio un tattoo all’henna con l’ordinazione e inizio a basculare. Ancora e ancora. Dopo un po’ il barman è ipnotizzato e mi dà quello che voglio! Mi sa che devo provarci più spesso…

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Se tutto cade a pezzi… facci un puzzle!

Oggi me ne basculavo tranquillamente in laguna dalle parti di Venezia (ero andata a dare un saluto a quella simpatica foca che ogni tanto appariva quest’estate) quando mi sono imbattuta in Señorita Acciuga. Se ne stava tutta impettita con il suo doppio giro di cipolla a mo’ di collana e allargava il più possibile le pinnette per far sbirluccicare il suo nuovo anello di fidanzamento. Un po’ perchè non c’erano anguille a cui chiedere un passaggio per tornare a casa, un po’ perchè sono una cozzina educata, ho pensato di farla contenta e di usare guscio come fischietto mostrandomi tutta emozionata per lei. (Io ho provato a imparare a squittire d’entusiasmo, ma non mi viene. So stonare benissimo, ma non chiedetemi di più) Però ammetto che il vetruccio che si portava appresso era proprio d’effetto. Oserei dire un capolavoro, del resto siamo pur sempre in zona Murano… L’unica cosa che mi lascia perplessa è che bisogna averne una cura immensa (insomma, non come me che cozzo ovunque), non puoi lasciare che vadano allo sfascio come uno dei tanti capolavori che vengono lasciati cadere a pezzi. E’ che Venezia per qualche strano motivo con il vetro non ci lega. Prima il ponte con i gradini frantumati, poi la vetrata del Vivarini nella chiesa dei Santissimi Giovanni e Paolo… Non riesco mai a prendere all’amo il motivo per il quale in Italia non ci si prende cura di tutti questi patrimoni artistici. E dire che son quelli che attraggano i turisti. (Una volta avrei detto anche il meteo, ma visto il clima tropicale e le alluvioni degli ultimi tempi non consiglierei a nessuno di metterci la pinna sul fuoco) Insomma, a noi acquatici piace quando i bipedi vengono a salutarci con le loro scampagnate a base di bombole e mascherina. E sappiamo che se non lucidiamo la barriera corallina e lasciamo i campi d’alghe incolti poi dicono che è troppo sporco e scelgono altri lidi… Quindi… olio di ricino e teniam tutto in ordine. Sì sì, lo so anch’io, non è facile, c’è la crisi… e poi bisogna tener da parte un po’ di soldi perchè alla fin fine le elezioni costano e qui si stanno già organizzando… Pure la Lega sta riflettendo sul dopo-Berlusconi e Tosi si candida a leader del centro-destra. Solo che prima c’è da risolvere quella faccenda spinosa come un riccio della legge elettorale. Io in effetti pensavo che fosse solo l’Italia a far le cose con più calma di un pedalò alla deriva, ma pure in Europa non si scherza. Da luglio prossimo è prevista la fine progressiva del roaming. Ma mica arriva come un pomodorino di mare all’ora di pranzo solo perchè è l’anno delle elezioni europee. No, sono 8 anni che “stanno agendo”… Vediamo se in dirittura d’arrivo sprintano! Spero di sì, che sto iniziando la mia opera di “convinci uno Scoglio ad andare in ferie” e speravo di portarlo in crociera l’anno prossimo. Lui quando s’affeziona a una spiaggia poi è un po’ un problema spingerlo via (ok che la fede muove le montagne ma fidatevi, convincere una testa di roccia è un’altra cosa!) Magari se gli dico che può giocare a ET Telefono Casa si convince…

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Un posto per ogni cosa… e ogni cozza sul suo scoglio!

Io credo che ognuno debba stare al suo posto. Già c’è abbastanza confusione in questo mondo, se iniziamo a spostarci a caso la situazione s’attorciglia peggio di un’anguilla che si annoda per non scordarsi qualcosa. Ma se proprio vuoi cambiar panorama, almeno riflettici. Sappiamo benissimo che in Italia ci sono livelli di disoccupazione più alti dell’acqua che riempie Venezia quando si allaga, come ti passa per quella testa di pinnato di andar a cercar lavoro proprio là? Me lo chiedo perchè sono preoccupata per tutti quei pesci che volevano diventare estetisti e se ne sono andati a far praticantato in Veneto: adesso che i Nas hanno sequestrato le vasche nei centri estetici, mi sapete dire che fine faranno? Che sono pure tropicali, io mica lo so se ci sguazzano bene nelle nostre acque! Noi un lavoro se vogliono glielo troviamo pure: che ne so, fare piercing alle orecchie di mare oppure smaltare le pinne dei tordi pavone (come si mettono in mostra loro… nessun altro!) Il fatto è che qui in qualche modo ce la caviamo sempre, per voi bipedi sembra che la situazione sia un po’ più complicata. Infatti fanno anche il G20 proprio per capire come risolvere questa crisi. Anche Enrico Letta è partito alla volta di San Pietroburgo. Già che c’era ne ha approfittato per parlare anche con il primo ministro indiano della questione dei marò: ovviamente non ha mancato di farlo sapere a tutti via Twitter… peccato che nel giro di poco ha fatto sapere che il vino che c’era alla cena era italiano (quello bianco, lo sottolineo che se mi sente vongola verace qui accanto mi fa un guscio grande così che devo dire solo cose corrispondenti al vero con tutte le sfumature del colore giusto!) Ha anche sottolineato che era quello di Gavi: tipo messaggio promozionale… Poi ha sottolineato che non è sciovinismo… Però io che nella polemica ogni tanto mi ci faccio un bagnetto ammetto di aver pensato: “insomma, ansia per i marò sì, ma non tanto che ti si chiuda lo stomaco!” Comunque, dicevamo che ognuno deve stare al suo posto: è come se io m’installassi nella cucina di Norma e mi trovassi un posticino tra melanzane e pomodori o sullo stesso piano della pasta… non mi ci sposerei proprio per nulla! (lo stesso dicasi per quelle pazze melanzanine che per non farsi spellare vive si son travestite da pinguini: mica mi fregano! L’ho visto subito che non sapevano cantare come gli originali: stonavano quasi quanto me! Per liberarmene ho dovuto dire che andavo a prendere un po’ d’olio per spennellare bene l’ugola… vedeste come sono saltate via! Si son attaccate a uno spaghetto e non le ho più viste! Chissà se poi Norma me l’hanno salutata lo stesso…) Ecco: io dico che non bisogna mai occupare i posti altrui. Se c’è un ex convento abitato dai fantasmi, perchè li devi cacciare a forza? Non han pagato l’affitto? Ma se han i soldi invisibili non è mica colpa loro! Adesso il sindaco di Manfredonia ha anche chiamato i Ghost Hunters per vedere se si può far qualcosa per queste presenze… Speriamo che, se proprio devono, trovino loro un bel posto: a me mica piacerebbe essere degusciata e poi messa dentro una conchiglia qualsiasi e lasciata sulla prima pietra in zona…

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Per fortuna non sono una VIP… o sai che fatica!

Dovete sapere che non sempre il risveglio di una cozza è il momento migliore della giornata (quella volta che riescono a dormire un po’) Capita che un’onda voglia farti uno scherzo e ti schizzi oppure che una sirena ti si metta a fare i vocalizzi a portata d’orecchio o anche che un gambero t’investa (loro vanno all’indietro, e lo sapete anche voi, ma ignorate che non hanno gli specchietti retrovisori!) Questa mattina è stato meno traumatico ma non per questo meno impressionante. Per la coda del beccaccino! Di solito mi dimentico di aprire guscio e chiedo chi ha spento il sole, ma oggi era accecante! E mica mi trovavo nei pressi della Walkie Talkie Tower! Insomma, strizza gli occhi più e più volte, avevo paura di aver preso sonno in mezzo alla grotta dov’è nascosto il tesoro dei pirati! Ma che era tutto sto sbirlucchio? Alla fine sento la voce di Scoglio che bisbiglia (e già così mi trapassa i timpani che lui tutto sa fare, tranne modulare il volume): “tranquilla Cozzina, è solo un po’ di polvere di stelle”. Ah! Allora chiaro! Con tutte queste star che arrivano per la Mostra del Cinema ne è finita un po’ anche qui! Tutto chiaro! (Diciamocelo, non è che ce ne siano proprio tantissime, però poi ti arrivano i vippini nostrani che si tirano a lucido e perdono per strada un po’ di brillantini…) Al che mi è venuta l’illuminazione (che vista la situazione ci stava bene): ma quanto dev’essere stressante per loro fare queste apparizioni? Voglio dire: sorridi sorridi sorridi, saluta saluta saluta, firma firma firma. A me fan male tutte le grinzette facciali già per il tempo di dire “reef” per una foto quando m’imbatto in qualche documentarista! Pensate a questi poveracci (che saran anche personalità, ma sempre bipedi sono) che devono spennellarsi addosso un sorrisone anche quando le scarpe li stanno massacrando o hanno bisogno di andare in bagno e i fan non li lasciano passare! Per non parlare del fatto che mica possono uscir di casa con addosso la prima conchiglia che trovano. No! Devono presentarsi in giro precisi (che la classifica dei peggio vestiti è dietro la boa) oppure stupire a tutti i costi. Lady Gaga si è pure inventata di girare con un copricapo stile orecchie di Topolino… A me piacerebbe se lo trovassi con quelle di Dumbo che se vedo un pesce martello posso svolazzare via rapidamente (non lo so perchè, ma ogni volta che mi vede mi chiede se voglio andare a un incontro di boxe: mi vuole usare come gong!) Infatti poi non sai come far parlare di te quando sei in spiaggia: ti tocca iniziare a fare capriole o acrobazie varie (tutte rigorosamente testimoniate con video o foto) solo perchè non hanno ancora inventato un copricapo con una freccia luminosa in cima. Insomma, è una faticaccia sempre e comunque… Quasi quasi capisco che Miyazaki abbia deciso che “Si alza il vento” è il suo ultimo film… Però un po’ mi spiace: con tutta la sua passione per rincorrere il sogno e la magia mi piacciono proprio i suoi lavori… peccato preferisca gli aerei alle barche: mi sarei offerta come esperta!

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Del tempo che scorre nella clessidra… facciamoci un castello!

Anche una cozza ogni tanto si concede un po’ di vita mondana e ammetto che a volte ne sento proprio la necessità. Sono un paio di giorni che qui il clima tropicale non fa troppi scherzi (vi assicuro che non è divertente quando le nuvole fanno il campionato di bocce con la grandine e mi scambiano per il boccino!) quindi mi son detta: “prendiamo l’onda che chissà quando ripassa”. A questo punto non restava che scegliere la destinazione… Da brava cinefila come potevo non andare alla Mostra del Cinema? Che poi è anche facilmente raggiungibile per me… L’unico difetto è che è come un marciapiede gigante e non c’è neanche una striscetta di marciaguscio… Non il massimo della sicurezza! Fatto sta che ho comunicato la mia decisione a Scoglio. Lui non poteva venire, a parte che è un po’ ingombrante per una sala cinematografica, ma aveva anche prenotato l’idromassaggio ondoso (sapete com’è, è un po’ vanitoso…) Comunque si è raccomandato di mettermi elegante, magari di sfoggiare un cappello… possibilmente con la veletta! Io gli faccio sempre notare che non è il massimo girare con un retino in faccia, ma lui dice che con il musetto da cozzina che mi ritrovo non è poi un gran danno… Comunque, visto che non volevo farlo sfigurare alla fine ho optato per un’acconciatura con una bella ciocca e il mio immancabile tubino nero… Insomma, cozzinamente parlando ero uno spettacolo (già me li immagino i titoli sui giornali: show nello show, Cozza sbaraglia tutti per eleganza! un po’ come il video di Crudeli che ha fatto passare in secondo piano la vittoria del Milan: ma quando hai un commentatore così, perchè guardare 22 omini che corrono dietro a una palla?) In effetti a volerla dire proprio tutta… stavo meglio io che certe bipedi che mandavano saluti dal red carpet: ma io dico, ma stanno antipatiche agli stilisti? Ma perchè alcune le vestono in modo che non si capisce dove finisce l’abito e dove inizia la passerella? Ma li scelgono giocando a mosca cieca? Clooney invece fa sempre la sua bella figura… basta trovarlo nel momento giusto! Già, perchè a quanto pare un avvocato che doveva affogare un po’ di tempo ha presentato un esposto perchè l’ha visto alla guida di un motoscafo… Insomma, secondo me voi bipedi avete un po’ di problemi di risolvere con il tempo: non vi passa proprio. Altrimenti non si capiscono le ore di attesa per vedere passare un vip, per valutarne l’aspetto e controllare con che mezzo arriva… Il problema è che poi vi svegliate un giorno et voila! La ruga è servita! Allora c’è la corsa alla ricerca dell’anti-age perfetto… E occhio a come vengono pubblicizzati, perchè se non boccheggiate nulla quando una modella con un fisico da sirena sponsorizza una crema dimagrante, guai a ritoccare le foto per i prodotti che devono scacciare i segni della vecchiaia! La Nivea ha dovuto ritirare la pubblicità perchè aveva ringiovanito eccessivamente la testimonial… Io ho una mia teoria: quando la parte bassa della clessidra è quasi piena.. c’è sabbia abbastanza per farci un bel castello!

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Batti batti guscio… Higuain batte contro lo scoglio.

E’ strano che fra voi bipedi, ho appena scoperto che c’è uno con lo stesso “vizio” di Cozza. Si chiama Higuain e nella vita corre dietro alle palle, almeno ne prendesse una, invece no le lancia solo nelle reti (speriamo che non prenda pesci). Però è bravissimo a prendere gli scogli in faccia. Non vorrete mica dare la colpa a noi scogli? Quello che accade ai bipedi è a “nostra insaputa”. Noi ce ne siamo lì tranquilli a goderci le onde, a volte un po’ infastiditi dal chiacchiericcio continuo di Cozza e le sue amiche, ma alla fine il rumore del mare ci coccola e ci fa addormentare mentre loro restano a disquisire se andare al passeggiare in laguna e farsi un red carpet o andare a Capri a vedere il Boss! Poi ecco che mentre noi ci addormentiamo cullati dalle onde e da questo allegro chiacchiericcio arriva un bipede e ci viene addosso, di peso! Ma insomma quando camminate in strada basculate peggio di una Cozza? E perché in mare non state attenti? Se Higuain cadeva su di me mi rovinava anche il fungo! Invece ha colpito mio cugino, 5 giorni di prognosi: gli ha spostato le pietrine dorsali. Ma si può? E se De Laurentiis vuole dare causa a Capri, noi a chi possiamo rivolgerci per il risarcimento di mio cugino On the Rock? Ma siamo proprio sicuri che Higuain non avesse il guscio ed è stato sbilanciato? Perché la Cozza va a sbattere spesso, è un’abitudine… magari si avvicina a un corallo, arriva una corrente e lei sbatte. Una volta stava precipitandosi alla Grotta degli Spettacoli dove da un’ora l’aspettava l’Orata (che poi loro sono puntualissime) e ha fatto un frontale con un pesce persico che si era perso… per fortuna il guscio! Un’altra volta ha fatto svenire un subacqueo sbattendogli sulla maschera… il povero bipede non ha retto all’incontro ravvicinato del terzo tipo. Che poi oggi se proprio uno non è portato per il coordinamento si risolve semplicemente con “Io penso e tu fai”, c’è chi nasce “pensatore” e chi “fautore”… è naturale! Com’è naturale che anche madre natura, sapendo che le cozze sbattono ovunque, le abbia dotate di un guscio, ma un bipede, senza guscio, dovrebbe stare più attento a dove mette in naso… sulle pietre non è mai un atterraggio morbido e parlo per esperienza. Ma se lo chiedete a Cozza, anche lei con la sua esperienza di batti batti guscio, vi dirà che non è proprio il caso di sbattere contro una roccia, molto meglio sbattersi a letto! Buonanotte.

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Se fai un lavoro che ti calza come un guanto… poi è difficile sfilartelo!

Oggi giocavo con Triglia a Indovina Chi? Ovviamente abbiamo la nostra versione, mica con le tesserine come voi. La nostra in effetti è un po’ simile a un indovinello. Diamo tre aggettivi e l’altro deve indovinare.  Insomma, ce ne stavamo tranquille all’ombra quando il pinnato ci riflette un po’ e se ne salta fuori con: “Smunto, cicciottello e destinato agli occhiali.” Troppo facile per una cozza abituata a scorrazzare in spiaggia: “bambino internet dipendente!” Triglia schizza in superfice, si rituffa giù e mi guarda con due occhi ancora più allucinati di quelli che ha di solito! “Mica pensavo avresti indovinato!” E vedo che continua a guardare la superficie. A questo punto mi affaccio anch’io: chissà con che ce l’ha! Al che scopro che vicino riva c’è Totti. “Senti Trì, quello è er Pupone, ce n’è solo uno. Ed è pure cresciutello per definirlo ancora così” Dopo averle spiegato che quando date un soprannome voi fate peggio che le conchiglie fossili (diciamocelo, Maradona a 90 anni per voi sarà ancora El Pibe de Oro), le ho illustrato il mio ragionamento. Rispetto agli anni ’80/’90 ci sono molti meno ragazzini che giocano in spiaggia e molti più “schermo-dipendenti”. (Lo so bene, una volta avevo un sacco di castelli di sabbia dove andare a dormire, adesso ne trovi giusto qualcuno campato in aria…) Un tempo praticavano sport adesso lo fanno con qualche dito: prendono una consolle e via… Fatto sta che Totti in spiaggia non lo trovi tutti i giorni. Se è per questo non trovi neanche così tante persone che amano coì visceralmente il loro lavoro. Ecco, il capitano è uno di quelli che  si porta il lavoro a casa… e la famiglia al lavoro! (Se scende in campo con la maglia con una dedica a Ilary, a casa lascia in giro post it che inneggiano alla Roma?) Se ne stava in spiaggia… con un canotto giallo-rosso: se non è dedizione questa! Ma in fin dei conti non dovrei meravigliarmi. Siamo un po’ stakanovisti anche qui sott’acqua! E’ che alla fine si dice che se si fa un lavoro che si ama non si lavorerà un giorno in vita propria. La furbizia è proprio quella! Prendete solo i collaudatori di app per gli smartphone: loro sì che si divertono. Pensate a quella che è uscita ora: si chiama Send Me To Heaven. Praticamente l’attivi e poi lanci in aria il cellulare… poi presumo i collaudatori non fossero tenuti a riafferrarlo al volo, quindi non avevano lo stess post lancio se il telefono finiva in mille pezzi sfracellandosi a terra… Dopo il lancio scorpi l’altezza massima raggiunta. Che è poi la versione tecnologica del lancio del telefonino che spopolava quest’estate. Solo che se il secondo era liberatorio, il primo è più folle che se due foche invece che passarsi una palla si tirassero un masso. Le foche mica sono così autodistruttive! Loro giocano a nascondino e poi a fare “cucù”. Infatti quella di Venezia ora è riapparsa a Isola Verde. Stai tranquillo in spiaggia e oppele, eccotela qua! Dopo un po’ (mica è un orologio svizzero che spunta fuori con il muso una volta all’ora!) ha fatto pure “cha”… Però non chiedetemi dove sbucherà la prossima volta: dovete contare voi!

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La frustrazione italiana… fa muovere i vigili in branco!

Oggi me ne stavo tranquilla a passeggiare per i canali di Venezia quando a un certo punto… Splash! Quasi mi arriva in testa una scarpa. Alzo lo sguardo e vedo che c’è anche un uomo all’estremità. Lo osservo agitare un po’ le gambe mentre se ne sta appeso a una gondola (le gondole mi piacciono, mi ricordano un po’ il mio guscio. Solo che loro hanno chi le muove, io mi devo arrangiare) e poi decidersi a risalire. Visto che sentivo parecchio rumore in superficie, ho deciso di dare uno sguardo. C’erano sei vigili che tentavano di afferrare il tipo e portarlo via mentre la folla urlava contro alle divise. Il bipede in questione era un artista di strada abusivo e loro l’hanno placcato con la forza. In gruppo. Avevano paura che li pennellasse tutti? Anche da noi ogni tanto qualche diatriba c’è, però in genere la si risolve pinna a pinna. O chela a chela, visto che in genere le più rissose sono le aragoste. Però insomma, sei contro uno poi per forza passi dalla parte del torto: dovresti tutelare l’ordine e fai più confusione che non cercando di trattare con calma. Poi dicono che in Italia non c’è chi vigila sulla sicurezza: per forza! Sono impegnati a mettere in subbuglio una zona tranquilla. Ora, la legge è legge e va bene. Però c’è pure modo e modo di farla rispettare. Il problema è che un po’ di frustrazione in Italia c’è. E come potrebbe essere diversamente? All’estero fermano l’ex capogruppo della Cia di Milano Robert Seldon Lady, quello coinvolto nel caso Abu Omar. Non fanno in tempo a chiedere la conferma del fermo che a Panama l’hanno già rilasciato e fatto tornare negli Stati Uniti. E’ sgusciato via più rapido di me quando vedo un bipede desideroso di mangiarsi un piatto di spaghetti allo scoglio! E ovviamente visto che si parla di Usa l’Italia non dirà nulla, la notizia sarà lasciata cadere nel nulla con buona pace della Severino che l’aveva dichiarato ricercato in campo internazionale. Insomma, se ogni volta bisogna star zitti perchè gli altri son più forti, tanto vale prendersela con l’inerme di turno. Da noi non vedrete mai un’acciuga fare il solletico a un’orca mentre dorme, ok, però hey, si parla di sopravvivenza! Per tornare al povero pittore abusivo, la sua versione è che ha anche richiesto più volte i permessi ma non sono mai arrivati. Noi il problema della burocrazia non ce l’abbiamo: se la gestiscono i calamari. Con tutti quei tentacoli son rapidissimi e hanno anche sempre la loro scorta d’inchiostro a disposizione: se vi serve un aiuto basta chiedere a loro… ma non meravigliatevi se dicono che si fanno una nuotata in pausa pranzo!

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