I soldi muovono il mondo. Se non ce ne sono… si muove lui!

Poi non dite che non vi avevo avvisato… Quando si fanno delle previsioni, bisogna avere un attimo di precisione, poi se no sono guai. Casaleggio aveva parlato di uno shock economico che avrebbe portato a disordini a rivolte. Ma nella sua dichiarazione c’era “tra qualche mese”. Onde evitare che rimanesse deluso, a Napoli l’hanno preso sul serio e già questa mattina dei disoccupati hanno manifestato al Comune, dentro e fuori. Pensate solo a quanto ci son rimasti male quelli che se ne stavano spaparanzati tranquilli come delle rane che si prendono il sole su una ninfea. Uno aspettava placido e pensava di godersi tranquillamente l’estate e invece ecco che già ci si tuffa in una protesta. E’ che alla fine in questo periodo si parla sempre di soldi. E di crisi. E dei problemi di chi non ha soldi e di come li spendono quelli che ne hanno (perchè se non puoi far nulla tanto vale che segui il gossip estivo e controlli chi va dove). Oggi anche il presidente Obama ne ha parlato prendendo di mira i manager che, miracoli della crisi, in questo periodo hanno incrementato i guadagni. E’ che alla fine chi ne ha continua a farne. E ne vuole sempre di più e li tiene per sè. Oppure se li scambia con gli amici. Sono come le ostriche quando si covano un perla. Mica puoi chiedere che ti facciano vedere come procede. Si serrano ancora di più e sibilano “la mia peeeeeeeerla”. Gollum al confronto era un principiante con il suo anellino. Se provi ad allungare una zampa poi finisce che te la chiudono dentro il guscio. I manager sempre più ricchi saranno un male, ma le ostriche ti procurano un dolore allucinante se non rispetti i loro tempi. Bisogna avere pazienza, un po’ come con i politici italiani. Il decreto del fare è passato alla Camera, adesso aspettiamo al Senato, con calma, che non possono neanche rimboccarsi le maniche perchè hanno delle regole sull’abbigliamento. E’ che quando si parla di soldi uno non capisce più nulla. Non si rende neanche conto di quando gli stanno facendo un favore. Pensate solo alla protesta che c’è stata a Milano per l’approvazione della delibera sulle nuove tariffe di sosta. I membri dell’opposizione si sono lamentati che è stato fatto tutto troppo rapidamente. Al che hanno indossato delle tute e se ne sono scesi a fare un flash mob. (Che poi mai capito perchè lo chiamate così. Io parlerei di Fish Mob: mai vista la coordinazione di un branco di spigole? Fantastico! Se ci faceste caso avreste tutti i cellulari impermeabili solo per filmarle.) Voglio dire, metti che ci dormivano sopra un paio di giorni, si ritrovavano a farlo nel bel mezzo del passaggio di Caronte: così bardati si squagliavano peggio che un ghiacciolo nel Sahara. Che poi la protesta la posso capire, che quello della sosta dell’auto è sempre un problema, non sai mai a cosa vai incontro. Magari la parcheggi contro una palina segnaletica dell’autobus e quando la polizia cerca di capire chi l’ha piazzata là scopre che sei un panettiere che si finge morto da tre anni solo per non pagare le tasse. Bisogna ammettere che quando si tratta di soldi l’inventiva non manca!

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Italia: il Paese dove se c’è un problema… lo si passa a qualcun altro!

Noi non dormiamo mai. Dico sul serio. Al massimo sonnecchiamo con il guscio socchiuso perchè sai mai che può accadere se ci distraiamo. Poi la notte ci sono un sacco di cose da fare. Indicare la strada a qualche delfino che scappa dai vostri acquari, andare a controllare che la foca dispersa a Venezia non faccia un frontale con una gondola, far basculare qualche acciuga insonne… Cose così. Poi di giorno magari abbiamo un’aria un cozzosa però hey, mica si può voler tutto. In estate c’è un motivo in più per non dormire: bagni di mezzanotte, canti in spiaggia, yatch ormeggiati su cui arrampicarsi. E poi passa sempre qualche testuggine che si offre di farci fare un po’ di scii acquatico. In quel caso, già che c’è il passaggio, ci facciam sempre una gita fuorispiaggia. Questo per spiegare come faccio a conoscere i Murazzi (io dove c’è acqua prima o poi arrivo!) Sguazza sguazza arriviam fino al centro della movida torinese e sappiamo che andiamo sul sicuro: gente e musica a tutte le ore. Quindi immaginatevi come ci son rimasta oggi a scoprire che mi hanno silenziato le mie gite preferite! Perchè con la scusa di “tranquillità pubblica” e “convivenza civile”, con la nuova regolamentazione me l’hanno ammazzata di brutto. Già la musica che non può essere diffusa dopo le 23. Ma avete idee di quante diverse pettinature si prova una sirena prima di uscire? Noi è già tanto se arrivamo verso mezzanotte. Che poi diciamocelo: fa proprio cucciolo arrivare prima. Stacchi la musica a quell’ora una ragazza non fa neanche in tempo a decidere come vestirsi che già è finita la serata! Va bene solo per studenti e lavoratori part-time (la mattina, così ci riflette con calma nel pomeriggio e forse ce la fa). Che poi a voler trovare il pesce roccia sullo scoglio (un consiglio, non giocate mai a nascondino con lui, avete perso in partenza) è pure contraddittoria. Perchè dici stop alla musica, quindi fai svuotare il locale, matematico. Però poi bisogna evitare gli assembramenti. Ma chi l’ha scritto ha come sponsor le compagnie telefoniche? Tipo: ok, tornate a casa così non fate baccano e vi connettete in Twitter o scambiate sms. E io lo capisco pure che un po’ di tranquillità ci vuole, ma poi perchè se non ci può essere musica prima delle 7 di mattina l’inquilina del piano di sopra passa l’aspirapolvere alle 6.30? E parliamo della raccolta del vetro alle 5? Poi tanto i ragazzini aspettano che vadano in ferie i genitori, si trovano a casa di qualcuno e si ascoltano la radio a tutto volume. Così poi urlano i vicini… Praticamente hai solo spostato il problema. Che poi non capisco perchè ogni volta che c’è da far qualcosa voi bipedi vi mettete a giocare a chi sceglie l’alga più corta. Prima è capitata ai genitori. Allora insegni l’educazione e quando i figli sono abbastanza grandi per star fuori fino a notte non fan danni. Poi è stato il turno di maestri e prof: tanto devono insegnare, vedi se riesci a fargli entrare in testa che c’è modo e modo di divertirsi. Quindi è toccato alle forze dell’ordine (che se si chiamano così un motivo ci deve pur essere). Adesso è toccata ai gestori dei locali. Che già hanno i loro grattacapi con la crisi, ora devo pure far da balia/poliziotto ai clienti. Ma poi vanno a colpire anche tutte quelle persone che, semplicemente, restavano un po’ in tranquillità a godersi della buona musica e un po’ di compagnia quando finalmente cala l’afa e si può finalmente respirare. E rovina pure la mia fama di conoscitrice dei migliori locali notturni, che adesso non so più dove portare il pesce sultano questo fine-settimana! Lo porto a vedere il pesce pagliaccio?

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