Il maltempo che dà un calcio all’estate e riunifica l’Italia

Io credo non ci sia niente di peggio che rendersi conto che l’estate sta terminando… e dopo le ultime 24 ore non è che ci siano molti dubbi. Magari torna un po’ di sole ma non ci si abbrustolisce più. E questo significa niente più motoscafi con le scie d’acqua in cui rotolare, niente più lenze di pescatori della domenica da aggrovigliare tra loro e neanche più condivisioni su Foto imbarazzanti spiagge – Italia 2013. Perchè ogni tanto una sana risata ci vuole… e quello che si è visto quest’estate fa davvero rotolare! Poi all’estero si lamentano che sui nostri lidi non si vede più gente vestita con buon gusto… ma a livello di fritto misto non ci batte nessuno! Anch’io quest’anno stavo per farmi contagiare e avevo pensato di girare con una fetta di limone tipo sombrero calcato sul ciuffo, ma mi hanno detto che rischiavo di essere troppo appetitosa… meglio di no! Comunque oggi è accaduto davvero di tutto: allagamenti, trombe d’aria, massi che cadono, fulmini che incendiano. E visto che l’Italia è pur sempre un Paese che ama l’arte… spettacoli che saltano! Insomma, per una volta tanto non si è parlato di Nord e Sud, niente differenze, nessuna divisione: tutti al freddo nello stesso modo! Da parte mia non ho potuto far altro che ancorarmi a scoglio e starmene tranquilla: non ci tenevo proprio a farmi rapire di nuovo dal vento. Anche perchè Dorothy quand’è finita a Oz c’ha messo un po’ per tornare a casa e io ho troppi impegni qui per allontanarmi all’improvviso. Esempio la settimana prossima devo aiutare a intrecciare tutte le borse di plastica che avete lasciato in spiaggia: abbiamo deciso che visto che i pesci trombetta fanno il tifo allo stadio le acciughine faranno le cheerleaders, quindi servono i pon-pon. Volevano farlo le triglie, ma con i loro occhioni tipo cuccioli smarriti le abbiamo messe alla moviola: non si perdono nulla. Eh sì, perchè se il crollo delle temperature non basta per convincervi della fine dell’estate dovrebbe farlo il fatto che la domenica il genere maschile sparisce. (Beh, una volta era la domenica, ormai si è esteso anche al sabato e al lunedì). Il campionato è iniziato ieri e… i racchettoni e la sdraio hanno ceduto il posto a sciarpe e striscioni. Mi sa che devo iniziare a stilare i buoni propositi per l’autunno. Magari quest’anno posso mettere in lista d’impegnarmi a non diventare acida…

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Spia e fatti spiare

La cosa incomprensibile di voi bipedi è che siete il massimo della contraddizione. Invadenti come balene quando non dovreste e defilati come un paguro nel guscio quando serve. Se mi faccio quattro passi per le vostre città e dondolo un po’ ecco che arriva qualche divisa a controllarmi la patente solo perchè basculando tendo a sbandare prima da un lato e poi dall’altro… Poi però se serve una mano non siete mai a portata di fischio. Ma s’è mai sentito che una persona chiama il 113 e le rispondono “… richiama e ti risponderanno poliziotti più vicini a te“? Ok che neanche se avessero preso un cavalluccio marino truccato sarebbero arrivati in tempo… Però insomma, hai una persona con dei ladri in casa, magari un’altra soluzione c’è… In compenso quando una povera cozza vuole un po’ di privacy, ecco che vengono a farsi gli affari tuoi. Ci si mette anche Google che, non soddisfatto di aver coperto tutta la superficie terrestre ora si mette a giocare a “spia” anche sott’acqua. E chi si rilassa più? Dovremo stare sempre attenti a sguazzare chi con le pinne tirate a lucido chi con la corazza che splende. Così, giusto per non far sfigurare la comunità degli esteti subacquei. (Ve lo dico sempre che non ci facciamo mancare nulla. Se proprio siamo ai minimi termini un peeling con la gratinatura e… diventiamo tutti squisitamente perfetti!) Alla fine probabilmente ci faremo l’abitudine quasi tutti credo… Siamo così, ci addattiamo alla situazione. Del resto siamo abituati con le maree: su e giù, su e giù… se c’irrigidissimo su una posizione sarebbe la fine: sai quanti spiaggiati al giorno? Chi proprio non ci sta son le meduse! Infatti stanno organizzando dei sit-in sulla Riviera del Conero. Leggete le bolle: sono incredibilmente piene di sè! Le Cassiopee sono le più fanatiche. Ok, belle sono belle, sono anche simpatiche: aprono i tentacoli e ti celano quando giochi a nascondino, però son peggio delle sirene quando ci si mettono. Anche perchè le codate hanno bisogno di un restyling alla chioma tre volte al giorno tra sale, acciughe che si divertono a intrecciare e vento, le meduse sempre impeccabili. Fatto sta che hanno deciso di protestare restituendo lisca per pinna. Si son messe in ammollo vicino a riva e vi stanno osservando 24 ore al giorno… Non è simpatico, eh? Dai, non preoccupatevi: sono un po’ ingombranti ma in fin dei conti innocue e in fin dei conti… mica hanno messo delle telecamere a casa vostra!

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Abbiamo tutti i nostri draghi… che a volte giungono a riva

Noi qui sotto lo sappiamo benissimo. E’ una legge immutabile: il mare dà, il mare prende. A volte siete voi bipedi che vi perdete qualcosa ma hey, se non avete testa che ci possiamo fare? Se da noi si usassero gli euro avremmo tutti i polipi salvadanaio pronti a esploredere. Peccato solo che non ho ancora trovato nessuno disposto a spiegarmi perchè entrate in acqua con i soldi in tasca. Se non raccogliessimo tutte le monetine che ci piovono in testa avremmo il fondale marino sbirluccicante come la fontana di Trevi. Chissà se esprimete anche qui un desiderio… C’ho pensato oggi perchè è finita la settimana delle stelle cadenti e adesso fanno a gara chi ne ha raccolte di più. Una volta facevano la conta dei galeoni spagnoli, ma da quando gli euro hanno iniziato a tintinnarvi nel portafoglio hanno optato per le nuove monetine. Un anno avevano fatto la prova con le vecchie lire, ma là erano banconote e hanno perso troppo tempo a stenderle ad asciugare. Senza contare che appena ne svolazzava una per aria i delfini pensavano fosse una partita estemporanea di rubabandiera e se ne sono portati via circa la metà… Fatto sta che voi lasciate tanto in acqua… ma ancora di più sulla riva. Ora, capito che abbiamo le seppie spazzine, ma mica possono fare gli straordinari a Ferragosto: hey, hanno una vita! Almeno invece che confezioni vuote lasciaste pure qualcosa da mangiare! E’ stancante rassettare tutto! Però dicevamo, il mare dà pure. Infatti questa settimana ha deciso di farvi fare una scoperta clamorosa: un essere stranissimo arrivato sulle coste spagnole. Che poi adesso escono le ipotesi più assurde, tra le quali che si tratti di una balena o di un pesce drago… Ecco, con il secondo ci siam quasi… togliete pesce! Ma a voi bipedi neanche quando vi si mette l’evidenza sotto il naso avete dubbi? A parte che il povero pesce drago non sputa fuoco (lui ci provava, ma lo capite anche voi che stando in acqua al massimo usciva una nuvoletta di fumo), è anche molto, ma davvero tanto più corto… mica una differenza di un paio di conchiglie… Che poi potete anche non credere all’esistenza dei draghi ma… mica vi sareste mai aspettati che una cozza tenesse un blog! Insomma, chissà perchè certe simpatiche creature possono essere solo nelle favole o nei sogni… oppure usate come simbolo. Eppure avete pure la storia del santo che ha ammazzato un drago! In realtà spesso li usate come esempio per descrivere le vostre paure… Nulla di male… del resto quando noi vogliamo parlare di affermazioni fuori luogo di solito citiamo qualche vostro rappresentante… Prendete solo la Zanicchi che ha dichiarato: “Per guidare il centro destra è più adatto un uomo. Non è ancora arrivato il momento per una donna. Lo so, sono contro corrente: adoro l’uomo. Mi piace l’intelligenza maschile”. E capito Iva che sei contro corrente come un salmone, ma quelli non vanno a scontrarsi contro un masso di testa! Insomma, con tutte le lotte contro il sessismo… non te l’ha detto la zingara che non era l’uscita più felice per vivere serenamente?

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Se fai un lavoro che ti calza come un guanto… poi è difficile sfilartelo!

Oggi giocavo con Triglia a Indovina Chi? Ovviamente abbiamo la nostra versione, mica con le tesserine come voi. La nostra in effetti è un po’ simile a un indovinello. Diamo tre aggettivi e l’altro deve indovinare.  Insomma, ce ne stavamo tranquille all’ombra quando il pinnato ci riflette un po’ e se ne salta fuori con: “Smunto, cicciottello e destinato agli occhiali.” Troppo facile per una cozza abituata a scorrazzare in spiaggia: “bambino internet dipendente!” Triglia schizza in superfice, si rituffa giù e mi guarda con due occhi ancora più allucinati di quelli che ha di solito! “Mica pensavo avresti indovinato!” E vedo che continua a guardare la superficie. A questo punto mi affaccio anch’io: chissà con che ce l’ha! Al che scopro che vicino riva c’è Totti. “Senti Trì, quello è er Pupone, ce n’è solo uno. Ed è pure cresciutello per definirlo ancora così” Dopo averle spiegato che quando date un soprannome voi fate peggio che le conchiglie fossili (diciamocelo, Maradona a 90 anni per voi sarà ancora El Pibe de Oro), le ho illustrato il mio ragionamento. Rispetto agli anni ’80/’90 ci sono molti meno ragazzini che giocano in spiaggia e molti più “schermo-dipendenti”. (Lo so bene, una volta avevo un sacco di castelli di sabbia dove andare a dormire, adesso ne trovi giusto qualcuno campato in aria…) Un tempo praticavano sport adesso lo fanno con qualche dito: prendono una consolle e via… Fatto sta che Totti in spiaggia non lo trovi tutti i giorni. Se è per questo non trovi neanche così tante persone che amano coì visceralmente il loro lavoro. Ecco, il capitano è uno di quelli che  si porta il lavoro a casa… e la famiglia al lavoro! (Se scende in campo con la maglia con una dedica a Ilary, a casa lascia in giro post it che inneggiano alla Roma?) Se ne stava in spiaggia… con un canotto giallo-rosso: se non è dedizione questa! Ma in fin dei conti non dovrei meravigliarmi. Siamo un po’ stakanovisti anche qui sott’acqua! E’ che alla fine si dice che se si fa un lavoro che si ama non si lavorerà un giorno in vita propria. La furbizia è proprio quella! Prendete solo i collaudatori di app per gli smartphone: loro sì che si divertono. Pensate a quella che è uscita ora: si chiama Send Me To Heaven. Praticamente l’attivi e poi lanci in aria il cellulare… poi presumo i collaudatori non fossero tenuti a riafferrarlo al volo, quindi non avevano lo stess post lancio se il telefono finiva in mille pezzi sfracellandosi a terra… Dopo il lancio scorpi l’altezza massima raggiunta. Che è poi la versione tecnologica del lancio del telefonino che spopolava quest’estate. Solo che se il secondo era liberatorio, il primo è più folle che se due foche invece che passarsi una palla si tirassero un masso. Le foche mica sono così autodistruttive! Loro giocano a nascondino e poi a fare “cucù”. Infatti quella di Venezia ora è riapparsa a Isola Verde. Stai tranquillo in spiaggia e oppele, eccotela qua! Dopo un po’ (mica è un orologio svizzero che spunta fuori con il muso una volta all’ora!) ha fatto pure “cha”… Però non chiedetemi dove sbucherà la prossima volta: dovete contare voi!

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Ma perchè se rottamiamo tutti poi ci sono sempre gli stessi?

Passeggiavo sulla spiaggia all’alba, per il mio solito saluto al nuovo giorno, quando mi sono imbattuta in una bottiglia. Sicuramente voi penserete al solito bipede maleducato che lascia la spazzatura in spiaggia (ma perchè voi umani per prima cosa immaginate il peggio ignorando le altre opzioni?). Io, da esperta del mondo acquatico, ho pensato immediatamente ad una lettera. Avete mai riflettuto su quanto siano fredde e impersonali le mail? Non le puoi tenere in mano, pesare la consistenza del foglio, osservare la calligrafia, annusare l’odore del nero di seppia o delle alghe con con è fatto il foglio. Per tutti questi motivi, uniti al fatto che le poste acquatiche sono efficentissime (affidati a un delfino postino e vai sul sicuro), noi prediligiamo le lettere. Ovviamente ci siamo anche organizzati: mica possiamo lasciar la posta macerarsi in acqua: rinchiudiamo le missive in conchiglie o contenitori in vetro appositamente realizzati. Ecco perchè il mio primo pensiero è stato che fosse una lettera abbandonata. Poi mi sono avvicinata e… sorpresa! Dentro c’era Veltroni, che forse voleva fare il genio ma non ha trovato una lampada e si è incastrato da solo in una bottiglia. A questo punto immaginatevi il mio imbarazzo: lo libero e lo lascio a piede libero? Lo rigetto in mare? (Questo non si può, combattiamo l’inquinamento, mica è biodegradabile!) Ok, facciamo che tolgo il tappo e lo lascio parlare, magari spiega come mai è finito imbottigliato. Lo so, penserete che certe volte me le cerco proprio, ma la parola non si nega a nessuno. Ha iniziato a parlare del suo appoggio a Renzi (non c’è niente da fare, possono pure lasciare la poltrona, ma la politica mai). Ma fin qui ci stiamo: è coerente, lui si è autorottamato ancora in tempi non sospetti. Il problema è che poi inizia a far discorsi confusi: “Le regole sono importanti, sono parte della democrazia. Ma se si mette a confronto i discorsi della giornata… qual è il discorso che ha acceso la speranza, la passione?”. Voglio dire: ok, giustissimo, bisogna parlare in modo da riaccendere passione e speranza… però non siamo ad un corso di arte oratoria: le illumini se fai qualcosa per riportarle nella vita degli italiani, non con tante belle parole. Comunque ok, era l’inizio, lascio che continui a parlare, ora si scalda… Eccolo qua: alle primarie “chi non dovrebbe votare sono quelli che non hanno votato Prodi al Quirinale” e poi: “Il contesto delle primarie è il contesto di un’elezione aperta. Se invece si fa solo un’elezione tra gli iscritti si fa un’altra cosa”. Eh? Cosa? Democrazia per tutti… tranne che per quelli che van contro Prodi? Interessante. E l’ho detto: si stava ancora riscaldando, infatti subito dopo ha spiegato che il più grande errore di Bersani è stato usare il termine “usato sicuro” per definire il Pd. E qui, colpa del guscio che mi surriscalda il cervello, non ho capito io. Ma chiunque pensa che proprio Prodi è l’usato sicuro… e garantito! Aveva perfino battuto Berlusconi. Però mi appoggia il rottamatore, quindi forse non gli suona il termine usato: ma gli incentivi per le facce nuove?  A quel punto un’onda ha investito sia me che la bottiglia.. e mi sono svegliata! Morale: non fate la siesta, se non siete certi di quello che sognerete: meglio un tuffo nel caffè!

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Cose da fare… in tempi di saldi!

Non c’è nessuno più riservato di una cozza: volete confidare un segreto? Potete scommettere che nel nostro guscio è al sicuro. Ma questo non significa che noi ce ne stiamo sempre rintanate all’interno a pensare a tutti i segreti altrui. Vi ho già spiegato che siamo esserini pieni di interessi. Uno di questi è la moda. Sì, ok. Possiamo dare l’impressione di non seguirla molto, in fin dei conti ce ne giriamo sempre con il nostro vestito nero: nessun problema di abbinamento e poi… fa apparire più magre, no? Però in occasione delle sfilate siamo sempre in prima fila. Del resto siamo amanti della bellezza in ogni forma e per questo ci piace ammirare le creazioni di Madame Medusa. Lei passa spesso inosservata, letteralmente trasparente, ma chiedete a una qualsiasi ninfa delle acque e scoprirete che ha diversi suoi modelli nel baule di madreperla. I tritoni preferiscono invece i modelli di Riccio: sono più… pungenti e si abbinano ai tridenti! Insomma, questo per dire che teniamo d’occhio le varie tendenze, anche quelle dei terrestri. E con la nostra passione per gli studi antropologici, non potevamo perderci lo scoccare dell’ora X: l’inizio del periodo di saldi! E’ interessante scoprire come di solito tutta l’Italia è finalmente unita nell’obiettivo di accaparrarsi quanto di meglio è possibile trovare al minor prezzo possibile. Quindi è stata grande la mia sorpresa oggi: volevo scoprire che oggetto del desiderio avreste rincorso e… negozo vuoti! Ma letteralmente! Non parlo di grandi città, ma di paesi di medie dimensioni, dove nel centro pedonale ancora ci sono negozi aperti. Beh, ho scoperto che i commercianti sono talmente demoralizzati che le luci erano spente e le vetrine coperte da messaggi del tipo: “si avvisa la gentile clientela che a luglio e ad agosto questo esercizio resterà chiuso il sabato e la domenica”. Ma io non sono un gentile cliente: sono una cozza curiosa! Insomma: Dio ha creato il mondo in sei giorni ma agli umani ne servono due di riposo? (Senza contare la chiusura settimanale, ovvio!) Nulla da ridire, il pienone non ci sarebbe stato lo stesso. Per attirare clienti c’è anche chi ha promesso capi omaggio agli acquirenti che si fossero presentati in slip (un bel problema per me, mica posso lasciare il guscio incustodito da qualche parte!).C’è da scommettere che il negozio abbia fatto il tutto esaurito… di guardoni! Insomma, ok la crisi, ok niente spese pazze, ma oggi in alcuni centri è stato impossibile trovare anche l’essenziale. Però posti che hanno ribollito di gente ci sono stati: voi bipedi le chiamate “strade”. Devo ancora capire il masochismo italiano che porta chiunque a infilarsi in auto e sostare per ore in colonna pur di strappare qualche momento in spiaggia. E non importa della crisi: ci si lamenta per 10 mesi di non riuscire ad arrivare a fine mese ma a luglio e agosto miracolosamente appaiono i soldi per benzina, autostrada, parcheggio, lettino e ombrellone. No, non posso capire: ho il guscio! A seconda di come lo sistemo ho tutto quello di cui ho bisogno: se ci attacco delle piccole pale ecco pronto anche il pedalò! Ma avete ragione, sono ingiusta, mica vale per tutti! Qualcuno in piazza oggi c’era… e mangiava un gelato! Rinfrescante e consolatorio: due al prezzo di uno, questi sono i veri saldi! Io ho sempre con me il mio tubino passepartout e quindi non ho problemi di guardaroba, però lasciatemi dire una cosa: forse non tutti andranno in spiaggia, ma ritagliatevi del tempo al sole in compagnia: un sorriso e un po’ di “colore” vi renderanno belli come nessun capo di moda. E se non avete nessuno con cui farlo, hey! Guardatevi attorno, io da qualche parte spunto: sono quella simpatica e un poco buffa!

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Quella soap-opera chiamata calciomercato

Avevo voglia di far due passi in compagnia oggi, quindi ho chiamato Goldy e ce ne siamo andate a zonzo per spiagge. Ne ho approfittato per sgranchire un po’ il guscio e lei aveva bisogno di una boccata d’aria, sempre impegnata a organizzare eventi in giro per il mondo. In questo periodo è spesso in riunione per organizzare il raduno di stelle all’orizzonte. Forse non avete idea di cosa sia, del resto ad agosto siete impegnati a far la lista dei desideri in caso cada qualche stella e non sapete che in realtà non “cadono”: scendono verso il mare per riunirsi con le loro parenti acquatiche. Ecco, Goldy sta proprio definendo i particolari per il prossimo incontro: per loro è come se Natale e il 4 luglio coincidessero in un’unica data. Visto che nei prossimi giorni dovrà selezionare il gruppo musicale che le intratterrà, sarà troppo occupata a far provini alle band acquatiche per riuscire a vederci. Ecco perchè oggi siamo scese a riva. Certo, forse non è la stagione ideale, tra bambini che girano armati di palette e animatori che cercano di coinvolgerci nei balli di gruppo trovare un po’ di tranquillità non è facile, ma alla fine siamo riuscite a scovare un angolino dove goderci il sole in pace. E quattro chiacchiere, ovvio. Visto che il sole era alquanto feroce, abbiamo anche improvvisato un ombrellone di fortuna, approfittando di un giornale rosa abbandonato. Ammetto che non lo conoscevo, ma a quanto pare Goldy è una miniera d’informazioni e mi ha spiegato che si chiama Gazzetta Sportiva. Ecco allora che abbiamo fatto qualche riflessione a riguardo dei maschi umani. Sembra l’omofobia sia ancora un fenomeno abbastanza diffuso: violenze, pestaggi, intolleranza… eppure appena si tratta di far correre per 90 minuti 22 uomini in pantaloncini corti gli animi s’infiammano. Non perchè guadagnano cifre spropositate per sferrar calci a un pallone, ma nella speranza facciano gol. Ma non basta: finito il campionato, finita la Confederations Cup, non ancora iniziata la prossima stagione e con oltre un mese per le prossime sfide della nazionale… pur di non essere colpiti da una crisi d’astinenza di parla di calciomercato. Quegli stessi maschi che si lamentano delle compagne soap-opera dipendenti! Esattamente la differenza qual’è? Voglio dire: guadagni astronomici, sponsor interessati, amori che naufragno (con il club che si lascia) e nuove passioni che divampano (grazie a una maglia con colori diversi). Per non parlare dei tifosi che applaudono e festeggiano gli stessi giocatori che fino a qualche settimana prima odiavano visceralmente perchè avevano osato segnare contro la squadra del cuore. E ancora c’è l’idea della sfida all’ultimo assegno, il battere sul tempo l’avversario, il diventare più “affascinanti” (economicamente) per sottrarre il calciatore-oggetto del desiderio all’avversario. Prendiamo anche solo Cavani: amato dai tifosi del Napoli che non volevano se ne andasse (e si giocavano la carta della nuova fidanzata partenopea che poteva rappresentare un buon incentivo per restare), poi le prime voci di una possibile cessione, le sue dichiarazioni a favore del club, i commenti sugli altri, De Laurentiis che tira la corda per far sganciare di più ai possibili acquirenti, le frecciate a distanza tra i due, i tifosi che stanchi tappezzano la città di cartelloni con cui invitano il Matador ad andarsene… e forse, finalmente, sono stati ascoltati. Il futuro del goleador è al Paris Saint Germain? Così sembra. Del resto anche le soap devono finire, tanto più che la prossima stagione si avvicina. Il bello di questa passione? Che non finisce mai: le squadre si rinnovano e una nuova partita è pronta per essere giocata. E comunque vada… Cavani troverà spazio in qualche pubblicità che apparirà sulle riviste maschili mentre su quelle femminili ancora spiccheranno modelle simil-anoressiche. Ma se mettessero qualche foto in più di sportivi anche sui giornali per ragazze? Forse batterebbe anche il loro cuore e non inseguirebbero il peso (dicono) ideale a ogni costo. O no?

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