La verità è che avremmo tutti bisogno di un posto così…

Mondo bipede è ogni giorno più incomprensibile per me! Tra un po’ resto senza ciuffo se continuo a ficcarci in mezzo le mani ogni volta che leggo qualche notizia. Per ora è solo terribilmente aggrovigliato (e per fortuna che poi se no poi scoglio non capisce più dove sta il sopra e dove il sotto!): pensate che stamattina mi è planato un baby piccione che mi ha detto: “tu non farti regalare la dieta a Natale, che se cresci un po’ poi ti uso come nido per quando gioco a mamma-pennuta casetta”. Ma dove sta andando a cozzare questo mondo? Regalare la dieta per Natale a me sembra voler dire a una persona che è sovrappeso e non è carino. Come sta fissa che le migliori amiche devono sempre dirsi tutto. Ma insomma, a chi cannolicchio fa piacere sentirsi dire dopo una notte insonne: “hey, amica mia, hai una faccia che sembra ti abbiano spadellato tutta la notte e non ti abbiano offerto il caffè alla fine!” Io avevo questa amichetta ostrichetta che mentre si lucidava la carrozzeria su uno specchio d’acqua continuava a ripetermi che dovevo acconciarmi così e cosà per esaltare le mie forme: ma se sono una cozzina e ho la forma di un uovo schiacciato che devo fare? Stare tutto il tempo a strapazzarmi? Comunque, a volte basta avere un granellino di sabbia di prontezza e risponder alga su alga che tanto quella poi ci si aggroviglia in mezzo ed è talmente impegnata a liberarsi che sta zitta il tempo necessario per inventarsi un impegno urgente e sgusciar via. Insomma, la dieta a Natale sarà salutare come idea regalo ma se uno ci tiene se l’auto-impacchetta, ci mette un bel fiocco e mentre gli altri si abbuffano di panettone esclama: “proprio quello che volevo! passatemi tre fette che tanto da domani mi metto a stecchetto!” Comunque, oltre alle idee umidicce che vi guizzano in testa, la cosa preoccupante  quello che vi ci fate cadere sopra. Cioè, non bastassero i meteoriti adesso stiamo ad aspettare pure il satellite. Ma appiccicarci sopra un paracadute? Che poi è forte che dicono che dicono che la maggior parte si distruggerà prima di arrivare e che il pezzo più grande peserà al massimo 95 kg… nulla insomma: al massimo fa un cratere! Io comunque mi son fatta due calcoli e ho pensato che se vado con Sco’ in bolla gigante se proprio finisce là rimbalza. E poi come rifugio anti-satellite è pure pratico. Ma forse voi non sapete che è bolla gigante (vabbeh, adesso non slogatevi le spalle per allargare le braccia e dire: “una bolla enorme così”: vabbeh che siete bipedi, ma non impegnatevi a sottolinearlo sempre!), chiamiamo così la nostra biblioteca più grande perchè al centro ci si mette sempre grande polipo e a furia di tentacolare tutt’attorno ha deformato le pareti dando al tutto la forma di una perla gigante. Però rossa, perchè le pareti sono di corallo filato fino a diventare elastico. Io l’adoro. Non sta chiazza rossa in sè, tutto quello che c’è dentro. A prendersi un po’ di tempo libero, tipo un paio di mesi o giù di lì, scopri tutte le categorie che contiene. A parte tutte le nostre evoluzioni, le leggende, la storia, le lingue del mondo immerso, c’è fantascienza (tipo racconti in cui il Sassuolo vince lo scudetto o la Cancellieri che si dimette e da lei prendono esempio tutti e si svuota il governo), ci sono i comici (esempio gli economisti che dicono che c’è una ripresa o Letta che ha tutto sotto controllo) e abbiamo anche tutte le raccolte di alberi genealogici di tutti i vip terrestri per capire quando finalmente si esauriranno le dinastie e dovremo iniziare a imparare i nomi nuovi. Ma queste son solo le cose che trovate praticamente all’ingresso! A me piace perchè tutti questi rotoli d’alghe (e lo capite da voi che i pinnati han qualche problema a sfogliar le pagine: mica han lisca opponibile!) lungo le pareti mi fan questo effetto a 50 sfumature di verde che non richiedono neanche manette o giochini strani: fantastico! E poi ti si apre proprio la testa per osmosi là dentro: dai una sniffatina a un po’ di nero di seppia ormai un po’ sbiadito che già t’immergi in un nuovo mondo. Ecco, questo per dire che io la capisco la simpatica vecchina che va tutti i giorni alla Feltrinelli: almeno sai che là trovi mooolte più cose intelligenti e interessanti rispetto a quelle che puoi scovare in giro per la Terra. (Non erano poi così profondi i concetti scritti sulla faccia del Pulcinella sfregiato ad Ercolano: fa un po’ frase già sentita da qualche parte…) Insomma: entra, si fa una vasca tra gli scaffali e poi si mette comoda a dormire in mezzo a tutta quella saggezza! Ora che me ne avete fatto pensare… mi sa che prendo Sco’, chiamo la Sirena arpista che va sempre bene per fare ambient e basculo fino a là senza aspettare il satellite! Però quando arriva avvisatemi: voglio controllare se almeno ha portato qualche alieno come souvenir del suo viaggio!

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E scoprire di vivere tutti in un grande acquario…

Per tutti i polipetti del Mediterraneo… ERA ORA!!! Ho trovato chi mi fa il progetto del terrario! Basta con le sortite in superficie dove l’unico posto comodo per osservare i bipedi è un letto di spaghetti! Adesso infilano voi nella Sub-emisphere e io posso sguazzare allegramente attorno per controllare ogni vostro movimento. E’ la volta buona che inizio a capirvi? Qualche dubbio ce l’ho, ma potervi studiare a qualsiasi ora è una cosa meravigliosa! Finalmente a finire nella boccia siete voi! Ho dato una scorsa all’idea di Pauley ed è veramente valida: la struttura va pure su e giù. Tipo che se iniziate ad agitar troppo l’acqua con i vostri lamenti vi rimando subito a prendere una boccata d’aria così vi rinfrescate le idee! Solo un avvertimento: ricordatevi che sott’acqua ci sono anche le uova e quelle sono altamente impressionabili, quindi cercate di comportarvi bene, che già abbiamo avuto intere generazioni terrorizzate perchè ai cuccioli si diceva: “se non fai il bravo chiamo il pescatore”: se ogni tanto salutate con la mano capiscono che proprio da buttare non siete. Cioè, non fate come i manifestanti a Torino che mentre sfilava il corteo della Lega invece di limitarsi ad esporre i loro striscioni dando dei razzisti a Bossi & Co hanno pensato bene di passare alla violenza così son diventati loro i razzisti (di idee). Ma non capisco: una volta finiva sempre a tarallucci e vino e ora invece si termina con uova e idranti… E poi vi lamentate pure della fame nel mondo! Comunque riguardo l’idea di creare un habitat subacqueo per i bipedi anche noi abbiamo avuto qualche discussione, c’è chi dice che poi magari se ci mettiamo a studiarvi passiamo per guardoni. Io però ho fatto notare che in fin dei conti v’infilate voi qua sotto, mica come negli acquari che ci portate i pinnati a forza! Che poi vaglielo a spiegare che voi non ci tenete alla privacy: altrimenti mica raccontereste i fatti vostri in rete, no? A parte che pure i social, non so… mi sa un po’ di reality casalingo. E’ che voi non siete tipo a Grande Fratello che qualcuno vi spiega bene cosa fare, inventate un po’. Però ammettiamo: non avete mai mentito spudoratamente? Pure quando postate una foto… come se non avessi mai visto quante volte prima le scattate e poi le eliminate e rifate! Come se dietro lo schermo uno non iniziasse ad aggiungersi centimetri, togliersi peso, diminuirsi l’età e così via… Perchè in fin dei conti così è facile: cioè, tutti perfetti anche senza chirurgo e photoshop! Inizio a pensare che state covando almeno un paio di generazioni di perfetti bugiardi… Infatti c’è anche uno studio che dice che sono i giovani a utilizzare i social… (Io continuo a pensare che siano molto più “social” gli over 60 che nel tempo libero si fanno un giro al parco, una partita a bocce o cose così, ma fa uguale…) E’ che prima la gente si conosceva “di persona”, non è che puoi inventar tanto (magari fai come il pesce palla che quando vede passar una sogliola per non sfigurare trattiene il fiato però hey…. mica stai in apnea mezza giornata!) Però i tempi passati non erano poi così tanto male. Erano più tangibili, no? Tipo per far una telefonata fuori dovevi avere i gettoni… ora vai tutto di tessere e non ci capisci più nulla che tanto il conto passa direttamente per la banca… Ecco, poi uno tornava a casa e si metteva a sfogliare qualche libro, che so… magari studiava Storia dell’Arte… ora neanche più quello! Secondo me è che la Gelmini pensava che visto che ci vivete in mezzo ai capolavori la conoscenza passa per osmosi… O forse voleva farvi un piacere e non far sentire inferiori tutti quelli che non sanno creare un’opera d’arte? (C’è sempre l’ipotesi che non sapesse lei riconoscere due diversi stili e non avesse voglia di ammetterlo…) Comunque, considerato come vengono trattati i giovani da voi noi qui siamo disposti ad accoglierli a pinne aperte: li spediamo dal polipone gigante che sa ogni materia e pure diverse ligue. Unica cosa, qui mancano gli aperitivi che solo a sentir vino bianco inizia un fuggi fuggi generale: evaporano che è una meraviglia. Stessa cosa con le olive… (è un po’ come nominare la birra davanti a un pollo: lui ci tiene alle sue cosce!) Qui oltre a una marea d’acqua non si vede… quindi che non si aspettino Bararathon di sosta: l’unica maratona che conosciamo è quella dell’intera saga de Lo squalo! (ovviamente gli squali li mandiamo da qualche altra parte perchè, diciamocelo, ne escono alquanto malconci!)

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Di che twitter sei?

Giornata memorabile (in tutti i sensi) per tutti coloro che ieri erano presenti allo Stadio Euganeo di Padova per assistere al concerto di Jovanotti. Dopo essersi letteralmente sciolti sotto il sole battente prima e dopo l’apertura dei cancelli, quando finalmente l’attesa è finita il cielo si è incupito prima e rischiarato di lampi poi. Dopo di che hanno iniziato a cadere le famigerate secchiate d’acqua riducendo tutti i presenti in pulcini da strizzare. A questo punto, sotto la foga della pioggia, Lorenzo ha preso la parola e spiegato la situazione… twittando! Ok, da fuori e all’asciutto si ragiona: causa diluvio qualche problema con l’impianto ci può essere (stiam pure sempre parlando di fili elettrici che sguazzano). Ma il primo pensiero di questi povere persone zuppe quale immaginate sia stato? Ora prendo il cellulare (così si annega pure lui) e controllo se raccontano novità in rete? Ecco, tutto questo mi ha fatto riflettere.  Premetto che noi non cinguettiamo: da noi si spinneggia. Ossia, se vogliam condividere qualche pensiero abbiamo questi sassolini levigati a forma di pinna sui cui scriviamo per poi appenderli alle reti dei galeoni sommersi (ma vedete che voi umani siete utili a volte? Basta non restiate sotto forma di fantasma dispettoso, ma quelli di solito sono i pirati). Chi vuole sapere che succede in genere si fa una notata in zona e legge quello che gli interessa. Però abbiam a disposizione al massimo 3 sassolini-pinna al giorno. Lo facciamo perchè così siamo obbligati a raccontare solo l’essenziale. Voglio dire, non ci mettiamo a raccontare di quante onde abbiamo contato nell’ultima ora o a che pagina siamo arrivati del libro del momento (se ve lo chiedete, qui spopola 50 sfumature di verde alga). In poche parole: non intasiamo la comunicazione. E potendo scrivere solo tre pensieri al giorno, ci riflettiamo. Anche perchè quello che scriviamo poi non ce lo possiamo rimangiare o dire che il nostro sassolino sta là “a nostra insaputa”. Ma il problema in superficie è che non avete problemi di spazio, 140 lettere tutte le volte che volete. Quindi via libera! Allora c’è chi avvisa che si è svegliato (ma anche se non dite “buongiorno” uno le capisce che non state dormendo… sempre che non soffriate di sonnambulismo, ma allora svuotate il frigo, chi ve lo fa fare di connetterti?), e chi racconta i successi del governo (tipo Letta che appena una cosa va bene la comunica salvo poi scordarsi la password tutto il resto del tempo) o quello che non va in politica (e qui prendiamo i pentastellati che in rete son sempre presenti tranne quando c’è da votare le espulsioni). In effetti c’è anche chi ci prova ma non ci riesce proprio: qualcuno ricorda la prima “chiacchierata” di Monti in Twitter? Qui abbiamo ancora i ricci che rotolano dal ridere, alcuni son pure finiti nello scheletro della grande balena: arrestati per vagabondaggio. Vaglielo a spiegare ai secondini che era per l’exploit dell’ex premier: rispondevano che fosse stato per lui allora dovevano piangere per solidarietà con gli italiani. Ma sto divagando. Dicevamo, ormai c’è il twitteraggio compulsivo: anche quando c’è un film in tv. Nessuno guarda più il film, si limita a commentarlo. Ma se non vale la pena di gustarlo tuffandosi in una vaschetta di gelato, non è meglio un libro? Tipo 20mila leghe sotto i mari!

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