Il futuro dell’Italia… è all’estero?

La vita di una cozza è sempre imprevedibile. Prendiamo stamattina. Premetto: sono tre giorni che ci turniamo in attesa della nascita del royal baby per sapere quando i merluzzi possono rimettersi tranquilli. C’è giunta voce che paparazzi e sudditi vari nell’attesa si rimpinzano di Fish & Chips e quindi siamo tutti in stato d’allerta. Insomma, me ne stavo tranquilla a galleggiare aspettando il gatto della Manica con gli ultimi aggiornamenti quando un’onda di passaggio passa e pensa mi serva uno strappo per andare da qualche parte e così mi ha fatto sconfinare. Il problema delle onde è che sono molto umorali: arrivano, ti prendono, ti smollano da qualche parte e spariscono. A quel punto non ti resta che cercar di capire dove sei e decidere che fare. Visto che il mio turno non era finito e la zona era deserta, ho dovuto spedire un messaggio di bolle d’acqua per avvisare dell’accaduto e rimettermi in moto. Il problema era che all’orizzonte si vedevano diverse vele e non avevo molta voglia di finire in guazzetto, così ho preferito chiedere un passaggio all’amico Marangone dal ciuffo, un vero esperto di acconciature che viene sempre in mio aiuto quando ho qualche avvenimento importante. Dall’alto abbiamo visto tantissime valigie. Nulla di strano direte voi: tempo di ferie. Però queste erano grandi e… vuote! E ancora una volta penserete: certo, c’è crisi, la gente non si muove. In realtà erano quelle che i cervelli in fuga dovevano decidersi a riempire. La cosa ironica dell’Italia è che una volta all’estero ci andavano le persone, ora ci vanno intere aziende. Anche quelle che dello Stivale hanno fatto la storia. La Scotti appartiene al 25% alla spagnola Ebro Foods, la Fiorucci se l’è comprata la Campofrio Food Holding, la Peroni è in mano alla sudafricana SABmiller. E ancora Parmalat e Galbani ormai sono targate Lactalis, Perugina e San Pellegrino appannaggio della Nestlè che vanta anche Buitoni e Antica Gelateria del Corso. Anche il vino ha piegato la testa alla vodka con l’azienda Gancia acquistata dal magnate russo Rustam Tariko. E ormai non ci si può più godere in santa pace neanche un cioccolatino tipicamente italiano come un gianduiotto visto che la Pernigotti è passata in mani turche. Insomma, per forza i giovani poi vanno all’estero: che resta da fare qui? Il problema è che se io domani mi sveglio e decido di trasferirmi da qualche parte ho il mio bel documentino che dimostra che, essendo di razza aliena, sono sopra le parti. E poi ho il mio guscio che è una vera garanzia contro l’abusivismo. (E questa è una gran cosa: pensate che meraviglia svegliarsi ogni giorno con un panorama diverso.) Però quando io faccio una puntatina a Montecarlo mi guardano un po’ storto e non capiscono perchè resto sulle coste italiane, figuratevi di voi bipedi che pensano. Adesso, diciamocelo. Un po’ contraddittori siete. C’è gente che vuol far parte dell’Europa… ma solo con la Padania! Insomma, un po’ confuso il ragionamento (e infatti se ci fate caso Maroni non lo si sente più nominare. Bisogna attendere l’autunno che si schiudano i ricci?). E poi c’è chi vuole uscire dall’Europa… ma restarci per lavorare. Da noi queste cose non si sono mai sentite. E’ pure vero che siamo alquanto abitudinari. Prendete chi ama stare nel suo bel lago: mica s’inventa un viaggio transoceanico. Al contrario chi si sposta ha le sue mete preferite, magari controcorrente, però sai per certo dove trovarlo in ogni periodo dell’anno. Quindi non ci creiamo questi grandi problemi. Comunque, dall’Italia la gente se ne va. Lavoro non si trova (quindi pensare di farsi un futuro è un’utopia) anche perchè chi potrebbe darne è costretto a vendere per non essere risucchiato in quel Triangolo delle Bermuda che chiamate tasse. Questo è un dato di fatto. Ovvio quindi che si guardi altrove. Però se tutti i cervelli se ne vanno chi ci resta qui? Solo il governo? A parte il bisogno di tranquillità economica però, secondo me, c’è anche dell’altro. Un qualcosa insito nel DNA: gli italiani sono un popolo migratorio. Amano l’altrove. E’ tipo la sabbia del vicino che è sempre più soffice. Dall’antichità proprio: chi arriva e chi parte. E’ servito un troiano per dare origine alla città dei romani che a loro volta se ne sono andati all’estero per ampliare i confini. E da allora c’è sempre stata quest’ansia dello spostamento: dal sud al nord all’estero. Anche chi ha lavoro (anche ben pagato) ha talmente voglia di essere altrove che manda i suoi soldi in capo al mondo solo per sentire che una parte di sè si trova in un altro luogo… magari proprio in un posto di mare… come le Cayman!

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In fin dei conti… gli alieni siamo noi!

8 luglio 1947: la base aerea di Rooswell pubblica un comunicato stampa in cui si parla della caduta di un “disco volante”. Nella prima dichiarazione ufficiale delle autorità statunitensi, sempre riguardo allo schianto di un oggetto volante, si parla invece di un semplice pallone sonda. Da allora sono trascorsi 66 anni e Google oggi ha ricordato l’evento con un doodle animato creato ad hoc per l’occasione. Le posizioni da prendere sono: o si crede agli ufo o no. O si prova ad immaginare che ci siano altre forme di vita al di fuori di questa terra o se ne nega l’esistenza. Il paradosso è che molti bipedi accettano l’esistenza di Dio per fede ma oltre il recinto di casa può esserci solo lui. Il fatto è che una divinità aiuta, la sia prega, è un ottimo bersaglio con cui prendersela quando le cose non vanno. Voglio dire: qualunque cosa tu gli dica alla fine il suo “compito” è perdonare quindi non si corrono rischi. Come la mettiamo invece con gli extraterrestri? E.T. era un simpatico alieno che se ne voleva solo tornare a casa, ma vogliamo mettere i mostri di Man in black, Alien e i vari conquistatori che arrivano dallo spazio? Che intenzioni hanno? Distruggere la Terra o condividere la loro sapienza? Insomma, se si crede a qualcosa meglio che sia un’idea rassicurante! L’idea che ci siam fatte noi è che ci sia un’assurda paura dell’altro, il problema è che non abbiam capito bene chi sia l’altro. Anch’io appartengo a una razza aliena e ho un guscio che ricorda un ufo… eppure quando i miei antenati sono sbarcati su questi lidi mica hanno trovato l’esercito schierato. Ok, non siamo energumeni spaventosi a cinque teste, ma in fin dei conti è anche difficile che una cozza diventi Miss Oceano. Solo la nostra Linda c’è riuscita, ma va pur detto che è successo nell’anno in cui hanno introdotto la gara di simpatia. La nostra amichetta ha fatto ridere talmente tanto il giudice seppia che si è trovato a inondare d’inchiostro le altre concorrenti. Insomma, non c’era gara. Quindi non è l’aspetto fisico a rappresentare un problema. Che sia il modo di pensare? Ecco, questa è un’opzione. Il che forse è ancora più assurdo: tanto quando mai vi capite quando parlate? E non serve mica cambiare galassia. Basta che attraversiate lo Stivale. Io una volta fatto un giro, così, giusto per andare a trovare un po’ di amici. Insomma, dovevo raggiungere la Veneta (la chiamiamo così perchè ogni estate cambia spiaggia) e alla richiesta d’indicazioni mi sento dire: “Ciò, tosa, ma dove gheto da ndare?” Ehhh? Ok, continuo il mio giro e a Bologna mi dicono che il mio vaggio è una “gran bazza”. A Firenze trovo un piccione che continua a chiedere dove trova una “hoha hola hon la hannuccia”. A Roma se ne sono usciti con “A bella de casa! E spengi la luce che i moschini me stan a magnà.” A Ostia mi hanno invitata a non “sgrullare” il guscio dopo esser stata in spiaggia mentre in Sicilia continuavano a schioccar la lingua invece di rispondere. Insomma, ma vi spaventate se arriva qualcuno da un altro pianeta? Quelli usano la telepatia: è pure rilassante. Qualsiasi lingua parliate, capiscono il concetto base che volete esprimere. Insomma… il problema a questo punto è solo uno: ricordarsi di non giocare a carte con loro. Non c’è storia quando l’avversario sa che carte avete in mano! Però pensate che figata leggere nel pensiero delle persone. Immaginatevi se i conduttori di talk show avessero questo dono e traducessero per noi tutto quello a cui stanno davvero pensando politici! Sogni di trasperenza a parte, non preoccupatevi degli alieni, in fin dei conti anche voi lo siete per gli altri e… quando lo siete a voi stessi? Se volete vi presto un guscio volante per andare alla scoperta!

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