Se tutto cade a pezzi… facci un puzzle!

Oggi me ne basculavo tranquillamente in laguna dalle parti di Venezia (ero andata a dare un saluto a quella simpatica foca che ogni tanto appariva quest’estate) quando mi sono imbattuta in Señorita Acciuga. Se ne stava tutta impettita con il suo doppio giro di cipolla a mo’ di collana e allargava il più possibile le pinnette per far sbirluccicare il suo nuovo anello di fidanzamento. Un po’ perchè non c’erano anguille a cui chiedere un passaggio per tornare a casa, un po’ perchè sono una cozzina educata, ho pensato di farla contenta e di usare guscio come fischietto mostrandomi tutta emozionata per lei. (Io ho provato a imparare a squittire d’entusiasmo, ma non mi viene. So stonare benissimo, ma non chiedetemi di più) Però ammetto che il vetruccio che si portava appresso era proprio d’effetto. Oserei dire un capolavoro, del resto siamo pur sempre in zona Murano… L’unica cosa che mi lascia perplessa è che bisogna averne una cura immensa (insomma, non come me che cozzo ovunque), non puoi lasciare che vadano allo sfascio come uno dei tanti capolavori che vengono lasciati cadere a pezzi. E’ che Venezia per qualche strano motivo con il vetro non ci lega. Prima il ponte con i gradini frantumati, poi la vetrata del Vivarini nella chiesa dei Santissimi Giovanni e Paolo… Non riesco mai a prendere all’amo il motivo per il quale in Italia non ci si prende cura di tutti questi patrimoni artistici. E dire che son quelli che attraggano i turisti. (Una volta avrei detto anche il meteo, ma visto il clima tropicale e le alluvioni degli ultimi tempi non consiglierei a nessuno di metterci la pinna sul fuoco) Insomma, a noi acquatici piace quando i bipedi vengono a salutarci con le loro scampagnate a base di bombole e mascherina. E sappiamo che se non lucidiamo la barriera corallina e lasciamo i campi d’alghe incolti poi dicono che è troppo sporco e scelgono altri lidi… Quindi… olio di ricino e teniam tutto in ordine. Sì sì, lo so anch’io, non è facile, c’è la crisi… e poi bisogna tener da parte un po’ di soldi perchè alla fin fine le elezioni costano e qui si stanno già organizzando… Pure la Lega sta riflettendo sul dopo-Berlusconi e Tosi si candida a leader del centro-destra. Solo che prima c’è da risolvere quella faccenda spinosa come un riccio della legge elettorale. Io in effetti pensavo che fosse solo l’Italia a far le cose con più calma di un pedalò alla deriva, ma pure in Europa non si scherza. Da luglio prossimo è prevista la fine progressiva del roaming. Ma mica arriva come un pomodorino di mare all’ora di pranzo solo perchè è l’anno delle elezioni europee. No, sono 8 anni che “stanno agendo”… Vediamo se in dirittura d’arrivo sprintano! Spero di sì, che sto iniziando la mia opera di “convinci uno Scoglio ad andare in ferie” e speravo di portarlo in crociera l’anno prossimo. Lui quando s’affeziona a una spiaggia poi è un po’ un problema spingerlo via (ok che la fede muove le montagne ma fidatevi, convincere una testa di roccia è un’altra cosa!) Magari se gli dico che può giocare a ET Telefono Casa si convince…

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Se telefonando… mi dimentico con chi sono!

In questi giorni il Mediterraneo è lessato da una fiammata di caldo (sì, ok, anche l’Italia, ma da brava cozza sono un po’ gusciocentrica). Cose da impazzire. Infatti il mio pesce elettrico è proprio uscito di lisca. Completamente esaurito. L’unica cosa era mandarlo a ricaricarsi in mare aperto. E così sono rimasta senza corrente… e senza ventilatore! Ho provato a cercar rifugio sul mio scoglio che è fornito di gabbiano (sì, lo ammetto, me ne sono trovata uno con tutti i comfort). Solo che il pennuto anche se agitava freneticamente le ali smuoveva solo aria calda. Morale: urgeva una soluzione immediata. Al che ho pensato bene di andar a trovare Pif, Pof e Paf. Son tre amichetti miei, pesci rossi che ogni estate se ne vanno in ferie in una qualche boccia. (Poi ai primi freschi se la danno a pinne levate e tornano in mare aperto, però nel frattempo si son goduti il condizionatore). Il problema è che quest’anno si sono ritrovati in un appartamento all’ultimo piano e sopra c’è questo tetto più piatto di un fondale oceanico piatto dove dei ragazzini tutta l’estate prendono a calci un pallone. Sbum, sbum, sbum! Ho sussultato tante di quelle volte che m’è venuto un bernoccolo in testa a furia di sbattere contro guscio! Che poi io dico. Le mini sirene stonate (ce ne sono, poche, ma ogni tanto capita di trovarne) i genitori se le portano in un posto tranquillo finchè non imparano. Giusto per non spaccare i timpani agli altri. I bipedi no. Per qualche istinto di sopravvivenza innato che supera il basilare rispetto dei condomini mandano i figli sul tetto (ovviamente le famiglie in questione vivono ai piani bassi!) Fatto sta che era una tortura per le nostre povere orecchie e per la nostra conversazione: non è pratico dover passare il tempo a leggere il labiale, soprattutto se hai tre pinnati che boccheggiano in contemporanea. Al che quando il proprietario dell’appartamento è uscito per un aperitivo ne abbiam profittato per andare con lui. Che momento migliore per stare in compagnia se non durante l’ora felice? Ho capito il perchè si chiama così. E’ in onore della votazione in Senato di oggi. Quella in cui hanno votato per l’abolizione della tassa governativa sui telefonini. Ecco. Più felice di così per gente cellulare-dipendente! Imbarazzante. Ho visto persone che scattavano foto agli aperitivi, le postavano nei social e ci scrivevano cin cin. E dopo due secondi il telefono suonava e leggevano i commenti ricevuti. A un certo punto erano tutti talmente confusi che seduti allo stesso tavolo si parlavano in chat. Mi sono pure un po’ preoccupata per loro: ma vengono i calli dopo una settimana così? Comunque assurdo, non si guardavano in faccia e comunicavano solo per iscritto (con gente che si trovava chissà dove). Peggio di due cernie arrabbiate che per non doversi guardare in faccia si scambiano barchette su cui scrivono quello a cui stanno pensando! Visto che Pif, Pof e Paf sono pinnati cosmopoliti mi hanno anche insegnato una parola nuova. Un simile atteggiamento si chiama phubbing. Praticamente il cellulare ti connette con il mondo… e ti sconnette da quelli che ti stanno attorno. Quasi mi spiace che i cellulari non possono andare sott’acqua, perchè mi ero ripromessa di far tutto nella vita. Ma anche no!

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