Quelli che… si sono distratti un po’!

Io sono ancorata nella convinzione che gli opposti si attraggano… se hanno qualche similitudine! Mi spiego. Se trovi qualcuno che ha un neurone che gira con il tuo, alla fine finiscono che corrono in tondo appaiati e non cambia nulla. Praticamente è come se ti specchiassi su una goccia e parlassi con te stesso. Però se sopra alla prima ne cade un’altra, ecco che spruzzano mille goccioline più piccole in tante direzioni diverse. Quelle sono le idee, i discorsi e così via. Infatti io e Scoglio andiamo d’amore e di cozzi proprio per questo motivo… non vi dico quante scintille: fortuna siamo abbastanza annacquati per non ustionarci da soli. Io starei sempre in profondità, lui ha la fissa del guardare in alto e si studia tutti i progetti di Da Vinci per capire se riesce a costruire qualcosa per volteggiare. Così alla fine riusciamo sempre ad avere una visione più completa e impariamo qualcosa di nuovo. Sì, perchè dovete sapere che loro hanno i gabbiani come insegnanti mentre noi abbiamo le nostre scuole sommerse. Chiaro che impariamo fin da cuccioli cose diverse. Fatto sta che quando lui era un sassolino nessuno gli ha spiegato come funziona la telepatia. Visto che non è proprio facile, e lui ha la testa dura, dopo qualche spennellata di nozioni gli ho fatto far la prova con gli orsi polari. Con loro è semplice perchè, stando un po’ fuori dalle varie rotte, sono sempre connessi per sapere che succede in giro (il rischio è solo di trovare quello che si è appena svegliato e vuole il riassunto dei mesi precedenti…) Fatto sta che oggi ci siamo goduti una bella chiacchierata e… ma quanto sono fuori dal mondo a volte! Fanno splash nelle cose più banali! Loro abituati ai ghiacci non hanno capito bene sta cosa del riscaldamento globale, esempio… Questa cosa del vivere in un mondo a parte io proprio non la capisco, continuo a grattar la testa ma nulla… Come se i pesci rossi si mettessero dentro una boccia in fondo al mare praticamente! Un po’ come quella bipede, la Federici, che se n’è schizzata fuori dicendo “Lavorassero un po’ di più questi che si lamentano tanto. Che si mettessero a lavorare.” Ma il problema non era che non si trova lavoro? Insomma, non dico leggere tutti i quotidiani ma un tg al mese non ci sta malissimo… giusto per dare uno sguardo fuori a quella pozzangherina dorata che è il mondo dei super-ricchi… Qui quando l’abbiamo sentita abbiam fatto tutti la faccia che hanno i naselli quando se ne vanno alle terme e dopo 25 minuti immersi nell’acqua bollente con un po’ d’aromi hanno l’aspetto un po’ lessato… Insomma, quelle cose a metà strada tra l’incredibile e l’assurdo (sentite, non vi meravigliate voi che non avete ancora capito come una cozza possa tenere in un blog stando sott’acqua…) tipo il Milan che s’arena sulla lista per la Champions o Pezzali che si separa… e ne dà l’annuncio in rete. Lui poi che è tutto riservato… qui causa social perdono tutti la bussola: e ora che direzione prende? Nord sud ovest est?

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Per fortuna non sono una VIP… o sai che fatica!

Dovete sapere che non sempre il risveglio di una cozza è il momento migliore della giornata (quella volta che riescono a dormire un po’) Capita che un’onda voglia farti uno scherzo e ti schizzi oppure che una sirena ti si metta a fare i vocalizzi a portata d’orecchio o anche che un gambero t’investa (loro vanno all’indietro, e lo sapete anche voi, ma ignorate che non hanno gli specchietti retrovisori!) Questa mattina è stato meno traumatico ma non per questo meno impressionante. Per la coda del beccaccino! Di solito mi dimentico di aprire guscio e chiedo chi ha spento il sole, ma oggi era accecante! E mica mi trovavo nei pressi della Walkie Talkie Tower! Insomma, strizza gli occhi più e più volte, avevo paura di aver preso sonno in mezzo alla grotta dov’è nascosto il tesoro dei pirati! Ma che era tutto sto sbirlucchio? Alla fine sento la voce di Scoglio che bisbiglia (e già così mi trapassa i timpani che lui tutto sa fare, tranne modulare il volume): “tranquilla Cozzina, è solo un po’ di polvere di stelle”. Ah! Allora chiaro! Con tutte queste star che arrivano per la Mostra del Cinema ne è finita un po’ anche qui! Tutto chiaro! (Diciamocelo, non è che ce ne siano proprio tantissime, però poi ti arrivano i vippini nostrani che si tirano a lucido e perdono per strada un po’ di brillantini…) Al che mi è venuta l’illuminazione (che vista la situazione ci stava bene): ma quanto dev’essere stressante per loro fare queste apparizioni? Voglio dire: sorridi sorridi sorridi, saluta saluta saluta, firma firma firma. A me fan male tutte le grinzette facciali già per il tempo di dire “reef” per una foto quando m’imbatto in qualche documentarista! Pensate a questi poveracci (che saran anche personalità, ma sempre bipedi sono) che devono spennellarsi addosso un sorrisone anche quando le scarpe li stanno massacrando o hanno bisogno di andare in bagno e i fan non li lasciano passare! Per non parlare del fatto che mica possono uscir di casa con addosso la prima conchiglia che trovano. No! Devono presentarsi in giro precisi (che la classifica dei peggio vestiti è dietro la boa) oppure stupire a tutti i costi. Lady Gaga si è pure inventata di girare con un copricapo stile orecchie di Topolino… A me piacerebbe se lo trovassi con quelle di Dumbo che se vedo un pesce martello posso svolazzare via rapidamente (non lo so perchè, ma ogni volta che mi vede mi chiede se voglio andare a un incontro di boxe: mi vuole usare come gong!) Infatti poi non sai come far parlare di te quando sei in spiaggia: ti tocca iniziare a fare capriole o acrobazie varie (tutte rigorosamente testimoniate con video o foto) solo perchè non hanno ancora inventato un copricapo con una freccia luminosa in cima. Insomma, è una faticaccia sempre e comunque… Quasi quasi capisco che Miyazaki abbia deciso che “Si alza il vento” è il suo ultimo film… Però un po’ mi spiace: con tutta la sua passione per rincorrere il sogno e la magia mi piacciono proprio i suoi lavori… peccato preferisca gli aerei alle barche: mi sarei offerta come esperta!

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Il tema che scotta più di una griglia rovente: le pensioni!

Oggi c’era parecchio fermento sul fondo e visto che la mia curiosità ha sempre la meglio non potevo non chiedermi come mai ci fossero svariati pesci che pinneggiavano in tondo. Così con la massima indifferenza (e fischiettando Yellow Submarine che stamattina non ho capito perchè ma Scoglio era fissato con i Beatles e ha fatto impazzire il Pesce Disco a furia di girare) mi son messa a vagabondare ascoltando un’onda qua e un’onda là. Tutti impegnatissimi a parlare di pensioni e a far tante raccomandazioni ai politici che si allontanavano dalla spiaggia. E’ che il 23 si riunisce il Consiglio dei Ministri e qui tra Quote 96 e prepensionamenti degli statali vogliono tutti cercare di capire che succederà. Vi chiederete che interessa a un cannolicchio o a uno scorfano se un bipede va in pensione o no. Beh, non serve avere la capacità di predire il futuro della sirena Cassandra… Poi in qualche modo i pensionati dovranno pur annegare il tempo e ce ne sono svariati che si danno alla pesca. Non il massimo della vita per noi… La cosa interessante è che un argomento che interessa una vostra fascia di età qui è argomento di discussione collettivo. Anche perchè in genere le scuole di boccheggio sono tutte vicino a riva, quindi dobbiamo decidere dove spostare i corsi. Poi bisogna mettere al lavoro pesci sega e pesci martello per fabbricare nuove aule in mare aperto. Bisogna spostare le piste per le corse dei paguri e i circoli di taglio e cucito dei calamari spillo… Insomma, tutte cose così. Che poi quello che non capisco è chi di voi bipedi si gode un po’ la vita. Cioè, inizi ad andare a scuola ti spaventano i voti e i bulletti (e non sempre in quest’ordine), poi finisci gli studi e va a sapere se e quando troverai un lavoro, quando finalmente lo trovi, e ti pagano, aspetti la pensione. E ora non hai certezza neanche di quella… Nel frattempo ti sei comprato una casa e sul più bello che hai finito di pagare il mutuo inizi con l’Imu (ok, non iniziate a tremare come una seppia a cui hanno detto che c’è un cuoco in zona, Delrio dice che il 70% degli italiani forse si salva…) Insomma, sembra stiate sempre aspettando il capitolo successivo della vostra vita e quando vi tuffate in quello della pensione… non sapete più che fare! Almeno un argomento di discussione c’è sempre: i soldi che arrivano non bastano mai! E se anche non c’è nulla di che lamentarsi… significa che è possibile entrare nel radar dei ladri! Da noi l’unica cosa che ti possono rubare è il cespuglio d’alghe dove volevi farti il guscio-lavaggio, ma basta pazientare un po’ (beh, gli altri, io la pazienza devo averla appoggiata da qualche parte poco dopo essere nata e non l’ho più ritrovata!) Da voi entrano, mettono sottosopra tutto, portano via ogni cosa che sia trasportabile e tanti saluti. Poi sembra impossibile ma alcune persone sembra abbiano una freccia luminosa sul tetto, peggio che una cometa, per i ladri. Prendete solo quella signora che, dopo tre furti, ha deciso che non solo non aveva più nulla da farsi rubare ma era pure stanca di rassettare dopo il passaggio e così ha appeso sul cancello un cartello per spiegare ai ladri che potevano pure passare oltre, tanto era tempo perso! Geniale! C’è da sperare che i malfattori sappiano leggere. Io quando voglio starmene un po’ tranquilla con Scoglio gli appendo un cartello sulla schiena con scritto “Non disturbare” ma puntualmente arriva qualche pesce trombetta per fare una serenata (e credetemi, per guardarci una partita son fantastici, ma non chiedete loro nulla di più!) Vi faccio una confidenza ma, hey, acqua in bocca: a me più che i ladri hanno sempre spaventano gli scultori, ma credo che ormai abbiano imparato a girare al largo. Una volta ne ho visto uno che osservava con occhio critico il mio Scoglietto, appena si è avvicinato abbastanza ho preso la rincorsa e, con il guscio stile nacchera, gli ho pizzicato talmente forte il naso che non credo tornerà più… Quasi quasi mi spiace, non per altro: chissà che ha raccontato agli amici!

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Se fai un lavoro che ti calza come un guanto… poi è difficile sfilartelo!

Oggi giocavo con Triglia a Indovina Chi? Ovviamente abbiamo la nostra versione, mica con le tesserine come voi. La nostra in effetti è un po’ simile a un indovinello. Diamo tre aggettivi e l’altro deve indovinare.  Insomma, ce ne stavamo tranquille all’ombra quando il pinnato ci riflette un po’ e se ne salta fuori con: “Smunto, cicciottello e destinato agli occhiali.” Troppo facile per una cozza abituata a scorrazzare in spiaggia: “bambino internet dipendente!” Triglia schizza in superfice, si rituffa giù e mi guarda con due occhi ancora più allucinati di quelli che ha di solito! “Mica pensavo avresti indovinato!” E vedo che continua a guardare la superficie. A questo punto mi affaccio anch’io: chissà con che ce l’ha! Al che scopro che vicino riva c’è Totti. “Senti Trì, quello è er Pupone, ce n’è solo uno. Ed è pure cresciutello per definirlo ancora così” Dopo averle spiegato che quando date un soprannome voi fate peggio che le conchiglie fossili (diciamocelo, Maradona a 90 anni per voi sarà ancora El Pibe de Oro), le ho illustrato il mio ragionamento. Rispetto agli anni ’80/’90 ci sono molti meno ragazzini che giocano in spiaggia e molti più “schermo-dipendenti”. (Lo so bene, una volta avevo un sacco di castelli di sabbia dove andare a dormire, adesso ne trovi giusto qualcuno campato in aria…) Un tempo praticavano sport adesso lo fanno con qualche dito: prendono una consolle e via… Fatto sta che Totti in spiaggia non lo trovi tutti i giorni. Se è per questo non trovi neanche così tante persone che amano coì visceralmente il loro lavoro. Ecco, il capitano è uno di quelli che  si porta il lavoro a casa… e la famiglia al lavoro! (Se scende in campo con la maglia con una dedica a Ilary, a casa lascia in giro post it che inneggiano alla Roma?) Se ne stava in spiaggia… con un canotto giallo-rosso: se non è dedizione questa! Ma in fin dei conti non dovrei meravigliarmi. Siamo un po’ stakanovisti anche qui sott’acqua! E’ che alla fine si dice che se si fa un lavoro che si ama non si lavorerà un giorno in vita propria. La furbizia è proprio quella! Prendete solo i collaudatori di app per gli smartphone: loro sì che si divertono. Pensate a quella che è uscita ora: si chiama Send Me To Heaven. Praticamente l’attivi e poi lanci in aria il cellulare… poi presumo i collaudatori non fossero tenuti a riafferrarlo al volo, quindi non avevano lo stess post lancio se il telefono finiva in mille pezzi sfracellandosi a terra… Dopo il lancio scorpi l’altezza massima raggiunta. Che è poi la versione tecnologica del lancio del telefonino che spopolava quest’estate. Solo che se il secondo era liberatorio, il primo è più folle che se due foche invece che passarsi una palla si tirassero un masso. Le foche mica sono così autodistruttive! Loro giocano a nascondino e poi a fare “cucù”. Infatti quella di Venezia ora è riapparsa a Isola Verde. Stai tranquillo in spiaggia e oppele, eccotela qua! Dopo un po’ (mica è un orologio svizzero che spunta fuori con il muso una volta all’ora!) ha fatto pure “cha”… Però non chiedetemi dove sbucherà la prossima volta: dovete contare voi!

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Il futuro dell’Italia… è all’estero?

La vita di una cozza è sempre imprevedibile. Prendiamo stamattina. Premetto: sono tre giorni che ci turniamo in attesa della nascita del royal baby per sapere quando i merluzzi possono rimettersi tranquilli. C’è giunta voce che paparazzi e sudditi vari nell’attesa si rimpinzano di Fish & Chips e quindi siamo tutti in stato d’allerta. Insomma, me ne stavo tranquilla a galleggiare aspettando il gatto della Manica con gli ultimi aggiornamenti quando un’onda di passaggio passa e pensa mi serva uno strappo per andare da qualche parte e così mi ha fatto sconfinare. Il problema delle onde è che sono molto umorali: arrivano, ti prendono, ti smollano da qualche parte e spariscono. A quel punto non ti resta che cercar di capire dove sei e decidere che fare. Visto che il mio turno non era finito e la zona era deserta, ho dovuto spedire un messaggio di bolle d’acqua per avvisare dell’accaduto e rimettermi in moto. Il problema era che all’orizzonte si vedevano diverse vele e non avevo molta voglia di finire in guazzetto, così ho preferito chiedere un passaggio all’amico Marangone dal ciuffo, un vero esperto di acconciature che viene sempre in mio aiuto quando ho qualche avvenimento importante. Dall’alto abbiamo visto tantissime valigie. Nulla di strano direte voi: tempo di ferie. Però queste erano grandi e… vuote! E ancora una volta penserete: certo, c’è crisi, la gente non si muove. In realtà erano quelle che i cervelli in fuga dovevano decidersi a riempire. La cosa ironica dell’Italia è che una volta all’estero ci andavano le persone, ora ci vanno intere aziende. Anche quelle che dello Stivale hanno fatto la storia. La Scotti appartiene al 25% alla spagnola Ebro Foods, la Fiorucci se l’è comprata la Campofrio Food Holding, la Peroni è in mano alla sudafricana SABmiller. E ancora Parmalat e Galbani ormai sono targate Lactalis, Perugina e San Pellegrino appannaggio della Nestlè che vanta anche Buitoni e Antica Gelateria del Corso. Anche il vino ha piegato la testa alla vodka con l’azienda Gancia acquistata dal magnate russo Rustam Tariko. E ormai non ci si può più godere in santa pace neanche un cioccolatino tipicamente italiano come un gianduiotto visto che la Pernigotti è passata in mani turche. Insomma, per forza i giovani poi vanno all’estero: che resta da fare qui? Il problema è che se io domani mi sveglio e decido di trasferirmi da qualche parte ho il mio bel documentino che dimostra che, essendo di razza aliena, sono sopra le parti. E poi ho il mio guscio che è una vera garanzia contro l’abusivismo. (E questa è una gran cosa: pensate che meraviglia svegliarsi ogni giorno con un panorama diverso.) Però quando io faccio una puntatina a Montecarlo mi guardano un po’ storto e non capiscono perchè resto sulle coste italiane, figuratevi di voi bipedi che pensano. Adesso, diciamocelo. Un po’ contraddittori siete. C’è gente che vuol far parte dell’Europa… ma solo con la Padania! Insomma, un po’ confuso il ragionamento (e infatti se ci fate caso Maroni non lo si sente più nominare. Bisogna attendere l’autunno che si schiudano i ricci?). E poi c’è chi vuole uscire dall’Europa… ma restarci per lavorare. Da noi queste cose non si sono mai sentite. E’ pure vero che siamo alquanto abitudinari. Prendete chi ama stare nel suo bel lago: mica s’inventa un viaggio transoceanico. Al contrario chi si sposta ha le sue mete preferite, magari controcorrente, però sai per certo dove trovarlo in ogni periodo dell’anno. Quindi non ci creiamo questi grandi problemi. Comunque, dall’Italia la gente se ne va. Lavoro non si trova (quindi pensare di farsi un futuro è un’utopia) anche perchè chi potrebbe darne è costretto a vendere per non essere risucchiato in quel Triangolo delle Bermuda che chiamate tasse. Questo è un dato di fatto. Ovvio quindi che si guardi altrove. Però se tutti i cervelli se ne vanno chi ci resta qui? Solo il governo? A parte il bisogno di tranquillità economica però, secondo me, c’è anche dell’altro. Un qualcosa insito nel DNA: gli italiani sono un popolo migratorio. Amano l’altrove. E’ tipo la sabbia del vicino che è sempre più soffice. Dall’antichità proprio: chi arriva e chi parte. E’ servito un troiano per dare origine alla città dei romani che a loro volta se ne sono andati all’estero per ampliare i confini. E da allora c’è sempre stata quest’ansia dello spostamento: dal sud al nord all’estero. Anche chi ha lavoro (anche ben pagato) ha talmente voglia di essere altrove che manda i suoi soldi in capo al mondo solo per sentire che una parte di sè si trova in un altro luogo… magari proprio in un posto di mare… come le Cayman!

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