Temo i politici… anche quando portano doni!

Non sappiamo se essere contenti o no. Il violino del direttore d’orchestra del Titanic è stato messo all’asta e venduto a una cifra record. Qui l’unica cosa che ci auguriamo è che lo trattino bene. A noi subacquei la musica piace, magari le ninne nanne del mare in bonaccia sono un po’ soporifere (motivo per il quale sembriamo tutti belli rilassati… è effetto camomilla all’ennesima potenza in realtà!) però ci troviamo bene. Insomma, se lo lasciavate ai cannolicchi flautisti lo trattavamo bene. (Sì, lo so, voi avete i mastri liutai, ma i cannolicchi esperti di strumenti sono soliti accordarli dopo aver soffiato nel loro guscio per controllar la nota, quindi noi abbiam i mastri flautisti. E che ci volete fare? In fin dei conti mica li mandiamo a spasso da voi a raccattar mini bipedi come faceva il musicista de Il flauto magico!) Insomma, sulla terra ferma il povero violino era finito dimenticato in una soffitta, sapete qui quanti concerti al chiar di luna avremmo fatto??? Questo per dire che a respirar fuori dall’acqua le priorità cambiano. E anche il modo di percepire le cose. Che ne so. Se c’è un falò su una spiaggia, una pentola e degli spaghetti, a me si accende una lampadina in testa che mi fa dire: attenzione, pericolo! E via! Chi mi rivede? Ecco, da voi è proprio dalla notte dei tempi che appena uno prova ad avvisare non ci fate caso. Ma in generale: alla prima affermazione partono gli Yeeeeee e i Buuuuu. Dai tempi di Laocoonte proprio. Cioè, uno dice: “Temo i Greci anche quando portano i doni” e gli altri rispondono allegramente: ok, beviti un Martini altrimenti no party (sì, lo so, voi la conoscevate in modo un po’ diverso, ma quella era la riscrittura successiva: non c’è ancora Clooney a far da testimonial e non volevano precorrere i tempi. Diciamo che si adattavano meglio i serpenti, anche perchè erano lungimiranti: ve lo immaginate che macello poi far statue con la bottiglia in mano?) Comunque, quella è una frase da ricordare. Avrebbe fatto bene a farsi un post-it pure Biancaneve, ma stava tutto il tempo a chiacchierare con gli usignoli e quelli si sa che sono un po’ volatili come memoria… Ecco, comunque, se un politico porta “in dono” la promessa di un aumento in busta paga, io fossi in voi un po’ le antenne le rizzerei. Anche perchè, diciamocelo: Letta è tutto fiero della nuova Legge, ok? Che non piaceva per nulla a Fassina. Ora si son parlati e il premier se ne salta fuori con “avanti pancia a terra“. Ehhh??? (Qui stiamo tutti con gli occhi stile pesce lesso da allora anche se siamo gusciati) Ma che vuol dire? Cioè, qui ognuno dà la sua opinione. Ovviamente le prime a prender la parola son state le anguille, che quando si parla di pancia a terra son sempre presenti. Per loro infatti significa che il programma del governo è quello di strisciare serenamente. Poi abbiam avuto i Pesci Angelo che sono i teologi del gruppo e han subito iniziato a disquisire che essendo sulla terra ferma allora è più giusto parlare di serpenti (che appunto, portano doni, e portano pure la mela… ma essendo politici italiani c’è da aspettarsi il bruco dentro, così, giusto per effetto sorpresa) Stranamente ha detto la sua anche il grande squalo bianco, che a sua volta ha un pensiero fisso. Dice che Letta è appena tornato dagli Usa quindi sicuro ha in testa i Marines… quindi andiamo in guerra? Beh, tanto pacifisti no, che pure con sta fissa degli F-35… Alla fine son riuscita a conoscere anche l’opinione di pesce mormora (ovviamente ci vuole un po’ per sentirla quando c’è baraonda, ma mica si chiama così perhè se ne va in giro a urlare!) Comunque, secondo lei è un modo per dire che si tengon bassi e cercan di passare inosservati che qui la Merkel tra un po’ frusta tutti quelli che non vivono un’esistenza di penitenza mista a dolore e con una spruzzata di noia (lei la chiama austerity, giusto per praticità) Io pure ho la mia idea. Visto che si chiama Legge di Stabilità, per evitare capitomboli (che stonerebbero più di me quando mi diletto negli acuti) uno sta direttamente steso e ha risolto il problema… Beh, certo, almeno finchè non incontra una buca!

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Si stava meglio… quando facevamo gli indiani!

Ve la ricordate la danza della pioggia? A me piaceva tantissimo, soprattutto quando c’era lo sciamano con tutte le sue penne. Ma a me piace proprio l’idea che hanno i nativi del rapporto con la natura. Molto pacifica. Mica come al giorno d’oggi. In Cina sparano verso il cielo e fan la pioggia artificiale: neanche più la natura può fare il suo corso (che poi con tutto quello che usate, tra fabbriche e inquinamenti vari già se l’è deviato abbastanza da sola…) Ma neanche più l’acqua al naturale? Voglio dire, modificate il paesaggio con le costruzioni (pure le temperature se è per questo: quando mai s’è sentito di un palazzo che fonde un’auto?) la vita sociale con i vari network, le forme corporee con plastiche e sostanze varie… ora pure la pioggia a comando? Insomma, è come se la luna invece di andarsene a spasso alzasse e abbassasse la marea con il telecomando! Ve lo immaginate poi che accadrebbe? Non si saprebbe neanche più quand’è tempo per la semina. Insomma, e lasciate fare alla Natura il suo lavoro! In fin dei conti lei è spettacolare di per sè. Infatti se ci fate caso Parmitano mica ha fatto le foto agli stadi dall’alto! Pensate solo un attimo se i nostri neuroni girassero come i vostri. Tipo che le razze bianche si specializzano in chirurgia estetica (loro nascono già con il camice incorporato quindi si prestano bene) e passiam tutti per le loro pinne. Poi mi spiegate come fate a riconoscerci? Infilate nel piatto quello che capita e va bene? E se un astemio si ritrova con un pesce ubriaco? E siete ancora fortunati che non siamo interessati alla linea qua sotto, oppure saremmo tutte lische! Ma voi bipedi siete proprio appassionati dei centri benessere comunque. Sarà che noi abbiamo le sabbiature sempre a disposizione, però non ho capito questa cosa di andarci con la scorta: ma non dovevate giocare ai granchi taglierini e fare zic zac con la spesa? O era zig zag e l’importante era non farsi beccare con il tentacolo nelle casse? Il problema vostro è che dove vi tuffate vi tuffate male: non avete l’occhio allenato per centrare la pozza giusta. Siete talmente confusi che pure se avete il mare su tre lati scegliete una fontana, tipo quella del Nettuno a Firenze… Oppure dovete fare un concerto e v’imbattete nella Festa del Pd! Anche Moreno infatti ha fatto come il turista beccato a farsi un bagno nel monumento: mani in alto! Per la serie: “hey, io non c’entro!” In effetti lui fa le rime e ti fa venir voglia di scuotere il ciuffo… gli altri… beh, io sto ancora cercando di capire dove hanno il tasto del volume: posso metterlo a zero? Ma giusto finchè non dicono qualcosa di nuovo. E che vi posso dire: io sono pure cozzina e posso basculare un po’ ferma sulla stessa duna, ma mica pesto guscio poi. Dopo un po’ mi sposto: mica mi voglio affossare da sola!

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Di che twitter sei?

Giornata memorabile (in tutti i sensi) per tutti coloro che ieri erano presenti allo Stadio Euganeo di Padova per assistere al concerto di Jovanotti. Dopo essersi letteralmente sciolti sotto il sole battente prima e dopo l’apertura dei cancelli, quando finalmente l’attesa è finita il cielo si è incupito prima e rischiarato di lampi poi. Dopo di che hanno iniziato a cadere le famigerate secchiate d’acqua riducendo tutti i presenti in pulcini da strizzare. A questo punto, sotto la foga della pioggia, Lorenzo ha preso la parola e spiegato la situazione… twittando! Ok, da fuori e all’asciutto si ragiona: causa diluvio qualche problema con l’impianto ci può essere (stiam pure sempre parlando di fili elettrici che sguazzano). Ma il primo pensiero di questi povere persone zuppe quale immaginate sia stato? Ora prendo il cellulare (così si annega pure lui) e controllo se raccontano novità in rete? Ecco, tutto questo mi ha fatto riflettere.  Premetto che noi non cinguettiamo: da noi si spinneggia. Ossia, se vogliam condividere qualche pensiero abbiamo questi sassolini levigati a forma di pinna sui cui scriviamo per poi appenderli alle reti dei galeoni sommersi (ma vedete che voi umani siete utili a volte? Basta non restiate sotto forma di fantasma dispettoso, ma quelli di solito sono i pirati). Chi vuole sapere che succede in genere si fa una notata in zona e legge quello che gli interessa. Però abbiam a disposizione al massimo 3 sassolini-pinna al giorno. Lo facciamo perchè così siamo obbligati a raccontare solo l’essenziale. Voglio dire, non ci mettiamo a raccontare di quante onde abbiamo contato nell’ultima ora o a che pagina siamo arrivati del libro del momento (se ve lo chiedete, qui spopola 50 sfumature di verde alga). In poche parole: non intasiamo la comunicazione. E potendo scrivere solo tre pensieri al giorno, ci riflettiamo. Anche perchè quello che scriviamo poi non ce lo possiamo rimangiare o dire che il nostro sassolino sta là “a nostra insaputa”. Ma il problema in superficie è che non avete problemi di spazio, 140 lettere tutte le volte che volete. Quindi via libera! Allora c’è chi avvisa che si è svegliato (ma anche se non dite “buongiorno” uno le capisce che non state dormendo… sempre che non soffriate di sonnambulismo, ma allora svuotate il frigo, chi ve lo fa fare di connetterti?), e chi racconta i successi del governo (tipo Letta che appena una cosa va bene la comunica salvo poi scordarsi la password tutto il resto del tempo) o quello che non va in politica (e qui prendiamo i pentastellati che in rete son sempre presenti tranne quando c’è da votare le espulsioni). In effetti c’è anche chi ci prova ma non ci riesce proprio: qualcuno ricorda la prima “chiacchierata” di Monti in Twitter? Qui abbiamo ancora i ricci che rotolano dal ridere, alcuni son pure finiti nello scheletro della grande balena: arrestati per vagabondaggio. Vaglielo a spiegare ai secondini che era per l’exploit dell’ex premier: rispondevano che fosse stato per lui allora dovevano piangere per solidarietà con gli italiani. Ma sto divagando. Dicevamo, ormai c’è il twitteraggio compulsivo: anche quando c’è un film in tv. Nessuno guarda più il film, si limita a commentarlo. Ma se non vale la pena di gustarlo tuffandosi in una vaschetta di gelato, non è meglio un libro? Tipo 20mila leghe sotto i mari!

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