Quelli che si tuffano… e nuotano verso la meta!

Sì, lo ammetto, questa mattina ero un po’ acidella. A me piace fare qualche bella chiacchierata con i pinnati che incontro. Ci scambiamo opinioni, punti di vista, parliamo di quello che viaggia sulla cresta dell’onda e cose così. Poi però quando non c’è nessuno con cui parlare mi piace anche ascoltare i discorsi vostri e se sento qualcosa d’interessante mi ci appassiono pure. Però se la vostra scuola ha uno sviluppo più lento di una lumaca di mare cosa imparo di nuovo? Il problema è che non ci sono neanche abbastanza ispettori a vigilare e a me non resta che aspettare che arrivi Sir Pesce Gatto dalla Manica per scoprire le più recenti innovazioni. E lui ondeggia con il suo accento metà inglese metà francese lisciandosi i baffi perchè dalle sue parti sono sempre una lega più avanti. Capirete quindi che per la frustrazione volevo spremermi addosso del limone. E quando sono così ne fa le spese Scoglio perchè inizio a dar gusciate di testa contro di lui… Diciamocelo, come lui non ce ne sono. A volte penso che se cozzassi contro un mio clone lo affogherei. Però lui ancora non mi ha gettata a mare. Al massimo frana un po’ quando proprio lo faccio uscire di roccia. Tipo che prima erutta un po’ di sassolini e poi mi fa rotolare addosso qualche pietruzza. (Un po’ come la frana in Taiwan per intenderci…) Fortuna che ha una mira perfetta e lo fa apposta a non centrarmi. Anche perchè altrimenti diventerei un cous cous di cozza… In genere dopo un po’ che ce ne stiamo in silenzio a guardarci storto mi dice “vieni qua che sistemo ciuffo”, io gli tolgo di dosso qualche piuma di gabbiano che è schizzato via quando ha visto i primi fumi che gli uscivano dalla sommità e tutto torna alla normalità. Oggi però mi è passata prima perchè c’è arrivata una lettera da Gambalunga, un nostro amico fenicottero. Era andato a trovare dei parenti in Nigeria e ci ha raccontato che si è imbattuto in due bipedi che parlano con il nostro stesso accento (che vi posso dire: chi sta sulle rive italiane impara a italianeggiare!) e raccontava che hanno creato un marchio d’abbigliamento che sta spopolando a Lagos. Insomma, fa sempre piacere sapere che si cresce sguazzando in luoghi dove c’è gente creativa… Peccato che poi mi son messa a spulciare il corallo e mi son messa a rimuginare sul fatto che pure loro son dovute spinnare via per farcela… Insomma, ammetto che un po’ mi si stava appannando di nuovo guscio. Fortuna che poi ho scoperto che invece ci sono 6 ragazzi di Genova che nel loro campo ce l’hanno fatta… e senza veleggiare verso altri lidi! Evvai! Questo per dire che anche se pensi di essere impaludato nel nulla, se c’è un filo d’acqua in qualche modo riesci a scorrere fino alla meta: basta che ti venga voglia di remare! Non vi viene voglia di tuffarvi dall’entusiasmo solo al pensiero che anche qui si può fare qualcosa? Io mi son fatta qualche carpiato e pure dei mortali con avvitamento! Anche Scoglio era talmente entusiasta che si è infilato il cappello da capitano ed ha iniziato a dire: “andiam andiam!” Insomma: basta prender all’amo la propria meta e… sgusciare verso di lei!

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