Ricorda! Ma fallo solo per le cose che vale la pena ricordare!

Alzheimer sì, alzheimer no. Prima l’indiscrezione che Sean Connery era affetto dalla malattia, poi la smentita della portavoce. Mistero. Anche perchè se non doveva trapelare non è che fanno i razzi segnaletici. Ma lo sapete, io sono a favore della privacy, quindi non è di questo che volevo parlare… (Scoglio me lo dice sempre: giro con il guscio per non mostrarmi nuda… in effetti è anche perchè dentro ci stanno un sacco di cose e lo sappiamo di quanti oggetti abbiamo bisogno noi donnine quando ci muoviamo, mica fanno le borse enormi per nulla!) E’ che mi ha fatto riflettere sulla memoria, sul ricordo… E al riguardo, proprio oggi rimestando tra le cose che finiscono in rete ho scovato il video di un 96enne che spopola per la sua canzone in memoria della moglie. E ammetto che mi si è un po’ inumidito guscio (ma tanto io rischio di affogare anche ogni volta che mi guardo le prime scene di Up, avete presente no? Quando c’è il riassunto della storia d’amore di quel simpatico vecchietto scorbutico come un polipo con i tentacoli annodati…) Insomma, io ammetto che ho la memoria selettiva davvero tanto (del resto ho un solo neurone che gira, non posso inscatolarci attorno chissà quanti dati, poi mi s’incastra da qualche parte), tipo mi ricordo quello che mi fa comodo e tutto il resto lo insabbio allegramente (tanto che serve star a spazzolarsi i baffi come fa pesce gatto quando rimugina su tutti gli ami schivati in vita sua?) Fidatevi, quello che serve risbuca sempre fuori al momento opportuno come un canolicchio che fa cucù dalla sabbia appena lo superi… E poi più ti aggrovigli la testa di ricordi e meno te ne crei di nuovi. Però devo ammettere che l’idea di un’ode a Scoglio mi è capriolata in testa. Inizierebbe tipo “Oh Rocciosetto dalla testa di pietra, le alghe che ti si appiccicano addosso splendono sotto le stelle come le idee brillanti con cui m’illumini il guscio…” (Hey, ok, devo giusto limarla un po’, era per darvi una sorsata d’assaggio…) E’ che poi il senso della vita, secondo me, a parte godersela da pazzi è che se devi far qualcosa devi crearlo eterno. Cioè, un Twitter arriva in picchiata e poi svolazza via, una foto in Instagram viene fatta slittare giù da altre mille che arrivano… ma se riesci a combinare qualcosa d’importante allora resterà. E quelle sono anche le cose per le quali vale la pena annodare un’alga attorno al dito. Il resto sono dichiarazioni che alla prima ondata scompaiono come orme sulla sabbia… Infatti probabilmente ci ricorderemo tutti della stangata che prima o poi arriverà via Imu, Iva o accise che s’inventeranno, ma rimuoveremo le migliaia di dichiarazioni fatte nel frattempo…

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