Quel Pdl… che si affida alle previsioni di Casaleggio!

I pesci palla sono utilissimi. Se il nostro sesto senso per i temporali è un po’ sfasato basta chiedere a loro. Gonfiano il petto (per darsi un tono), si fanno lucidare un po’ e poi predicono tempeste, nubifragi e quant’altro. Ti dicono proprio ora, giorno, latitudine e longitudine. Probabilmente è per questo che i bipedi avevano scelto la sfera per predire il futuro: è infallibile. E precisa. Peccato che poi siano subentrati macchinari e supercomputer vari e, invece di usare i propri occhi per vedere, l’uomo abbia preferito affidarsi a quanto riportato dalle macchine. Morale: i bipedi hanno perso di precisione. Infatti poi spuntano i guru che parlano di “nei prossimi mesi”… Come dire: prima o poi accade, mettetevi comodi, vivete sereni, quando capita tanto ve ne accorgete. Ma se io vedo dei nuvoloni neri proprio sopra il mio ciuffo e dichiaro che sta per piovere non è che mi nominano teorica del gruppo Movimento 5 Cozze. Invece oggi se ne salta fuori Casaleggio che spiega che, appunto nei prossimi mesi, il Paese avrà “uno shock economico che potrebbe portare a disordini, rivolte. Qualcosa che non può essere dominato dalla politica”. Ma ormai shock economico è solo se al posto della manna piovono soldi dal cielo o tutti si ritrovano con un portafoglio ripieno! Per il resto è coerente: dice  “non una guerra civile”, ma “situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico”. Praticamente sta ancora ad aspettare che lo Tsunami Tour sortisca il suo effetto e la massa si agiti! Per tutti gli spruzzi di una balena, te lo dice anche un salmone di passaggio che la gente non ne può più! La cosa interessante è che, casualità, proprio oggi il Pdl se n’è saltato fuori con la moratoria legislativa sui temi etici. La teoria è: siamo in crisi, bisogna pensare all’economia, quindi tutte le altre cose su cui lavorate da mesi lasciatele perdere. E dire che son gli stessi che volevano la sospensione dei lavori per fare il punto della situazione quando si trattava di Berlusconi… Insomma, questioni di priorità… Non è che il centrodestra dà retta a Casaleggio (prima non si erano accorti della situazione economica perchè c’erano le manifestazioni contro le toghe) e si son tutti spaventati? Più che altro per quel: “Qualcosa che non può esser dominato dalla politica”. Ma se chi governa non può far nulla è inutile, quindi che resta a fare in Aula? Meglio far vedere che si è smesso di giocar a palla con le foche e si sta combinando qualcosa. Tipo iniziando col dar contro agli alleati, (che hanno appena “graziato” Alfano non sfiduciandolo) bloccandone il lavoro. La cosa interessante è che per la prima volta nessuno del Pd è andato contro il suo partito dando ragione al Pdl mentre in quest’ultimo c’è stato chi non era completamente d’accordo con la linea generale. Sta a vedere che per una volta i Democrat non s’infiocinano tra di loro: questo sì che sarebbe uno shock! cozza-news-casaleggio

Per sentirsi italiani… una tazza di caffè e una partita di calcio!

Adoro il caffè. Mi ci faccio proprio il bagno dentro. Non lo dico per dire. Datemi del caffè e io mi ci tuffo. Per me una tazzina è come la vasca di Cleopatra. Lei usava il latte per ammorbidirsi la pelle? Io la bevanda nera per lucidare il guscio. L’unico problema in genere è uscirne poi: perchè non ci mettete dentro una scaletta non l’ho mai capito. L’unica avvertenza è di non chiederlo mai al vetro. Ti danno questi bicchierini stretti che ti ci incastri dentro e tocca sempre chiamare una testuggine, prenderla al lazo con un’alga e farti trainare fuori. Insomma, il caffè è uno dei grandi piaceri della vita. Quindi vi lascio immaginare come mi si sia divelto il guscio quando ho scoperto che in centro a Roma te lo fanno pagare 5 euro! Praticamente diventa un lusso anche una delle cose più banali. Ma per tutti i baffi del pesce gatto! Io penso sempre: “non chiederti cosa l’oceano può far per te ma quello che tu puoi fare per l’oceano”. E non son proprio convinta che far diventare una pausa (tuffo) caffè un qualcosa di proibitivo sia una scelta saggia. Poi mi restano le amiche con il guscio opaco e tutte mogie. Insomma, un po’ di spirito di collaborazione! Che poi avete presente la storia delle ostrichette curiose? Quelle che seguono il tricheco e il carpentiere? (Se non le avete presenti significa che non vi fate un giro nel Paese delle Meraviglie da troppo tempo!) Ok che poverine non hanno avuto un lieto fine, però pensate che se una fosse riuscita a scappare ci avrebbe rimesso piede in quella cucina dove finiva per diventare la cena? Si dice che l’uomo è un lupo per l’uomo e sembra che il rischio di perdere anche il vizio oltre al pelo non lo corra per nulla! Insomma, con la scusa dello scontrino sembra un po’ un furto legalizzato: ma voi lo prendereste consapevolmente un caffè quando per la stessa cifra ne potete prendere almeno tre più mancia altrove? Che poi equivale anche ad avere delle opportunità in più per fare quattro chiacchiere con un amico. E parlare di calcio! Che è uno degli argomenti preferiti. (Ne parlate così tanto e sbraitate talmente forte durante le partite che l’abbiamo capito anche noi!) Infatti per sentirsi realmente italiani qualcosa bisogna capirne. Altrimenti sei escluso: un vero pesce fuor d’acqua! Provate ad entrare un mercoledì sera nella stagione delle coppe in un locale con il maxischermo e ditemi se non è vero. Lo sanno anche gli stranieri che arrivano in Italia. Infatti Richie Addai è nato in Ghana ma dopo 16 anni trascorsi sullo Stivale di campionato se ne intende. Di politica un po’ meno, ma non gliene posso fare una colpa: i calciatori qualcosa lo vedi che fanno, i politici sai per certo solo che di cose ne dicono tante! E in fin dei conti se vuoi far parte di un gruppo devi avere argomenti in comune. Se io non sapessi nulla di gioielli di che parlerei con le ostriche? Insomma, lui come italiano ci si comporta eccome! C’è chi ha fatto un esperimento e ha scoperto che risponde alle domande come fa la metà degli italiani che certi dettagli tipo la data dell’unità d’Italia l’hanno letta tanti anni fa in un libro di scuola. L’unica differenza è che lui ha fatto l’esame e la cittadinanza non l’hanno data. Comunque, che una persona ce l’abbia o meno… un caffè non lo si nega a nessuno! Buon tuffo!

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La frustrazione italiana… fa muovere i vigili in branco!

Oggi me ne stavo tranquilla a passeggiare per i canali di Venezia quando a un certo punto… Splash! Quasi mi arriva in testa una scarpa. Alzo lo sguardo e vedo che c’è anche un uomo all’estremità. Lo osservo agitare un po’ le gambe mentre se ne sta appeso a una gondola (le gondole mi piacciono, mi ricordano un po’ il mio guscio. Solo che loro hanno chi le muove, io mi devo arrangiare) e poi decidersi a risalire. Visto che sentivo parecchio rumore in superficie, ho deciso di dare uno sguardo. C’erano sei vigili che tentavano di afferrare il tipo e portarlo via mentre la folla urlava contro alle divise. Il bipede in questione era un artista di strada abusivo e loro l’hanno placcato con la forza. In gruppo. Avevano paura che li pennellasse tutti? Anche da noi ogni tanto qualche diatriba c’è, però in genere la si risolve pinna a pinna. O chela a chela, visto che in genere le più rissose sono le aragoste. Però insomma, sei contro uno poi per forza passi dalla parte del torto: dovresti tutelare l’ordine e fai più confusione che non cercando di trattare con calma. Poi dicono che in Italia non c’è chi vigila sulla sicurezza: per forza! Sono impegnati a mettere in subbuglio una zona tranquilla. Ora, la legge è legge e va bene. Però c’è pure modo e modo di farla rispettare. Il problema è che un po’ di frustrazione in Italia c’è. E come potrebbe essere diversamente? All’estero fermano l’ex capogruppo della Cia di Milano Robert Seldon Lady, quello coinvolto nel caso Abu Omar. Non fanno in tempo a chiedere la conferma del fermo che a Panama l’hanno già rilasciato e fatto tornare negli Stati Uniti. E’ sgusciato via più rapido di me quando vedo un bipede desideroso di mangiarsi un piatto di spaghetti allo scoglio! E ovviamente visto che si parla di Usa l’Italia non dirà nulla, la notizia sarà lasciata cadere nel nulla con buona pace della Severino che l’aveva dichiarato ricercato in campo internazionale. Insomma, se ogni volta bisogna star zitti perchè gli altri son più forti, tanto vale prendersela con l’inerme di turno. Da noi non vedrete mai un’acciuga fare il solletico a un’orca mentre dorme, ok, però hey, si parla di sopravvivenza! Per tornare al povero pittore abusivo, la sua versione è che ha anche richiesto più volte i permessi ma non sono mai arrivati. Noi il problema della burocrazia non ce l’abbiamo: se la gestiscono i calamari. Con tutti quei tentacoli son rapidissimi e hanno anche sempre la loro scorta d’inchiostro a disposizione: se vi serve un aiuto basta chiedere a loro… ma non meravigliatevi se dicono che si fanno una nuotata in pausa pranzo!

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La crisi in Italia… porta a cambiare il modo di pensare

Voi penserete che da noi il tempo si tracorra sguazzando allegramente senza fare molto altro. E’ un luogo comune molto diffuso. Si guarda a noi marini e si crede che oltre a mangiare, dormire e salutare le barche che passano non resti molto altro. Niente di più falso. Da noi fai in tempo ad aprire gli occhi la prima volta che già ti trascinano alle lezioni obbligatorie: oceanografia, studio delle correnti, lingue pesciose. Tanto per iniziare. Poi abbiamo i corsi di sopravvivenza: esercitazioni se ci spiaggiamo, studio dell’ondeggiamento degli ami da pesca, suppliche di grazia ai grandi predatori. Poi ovviamente ci dobbiam sgranchire pinne o guscio, quindi abbiamo anche educazione fisica. In particolare grande fuga (in genere utile per chi viene bocciato al corso di suppliche di grazia. Insomma, pure noi abbiamo i tutti squame ma niente cervello). Chiaramente ognuno ha le sue preferenze, quindi crescendo se vuole sceglie altri corsi di studi. Volendo puoi trascorrere tutta la vita a scartabellare fogli d’alga o grandi rotoli. Sembra che invece in Italia ci sia un tempo limite: a quell’età finisci la scuola dell’obbligo, a quell’altra diventi maturo, a tot anni porti a casa una laurea. Se proprio sei affezionato ai banchi fai anche il master o inizi a insegnare. Giusto oggi il vostro ministro Carrozza parlava dei fuoricorso ricordando loro che “nuociono” sia a loro stessi che alle famiglie. A parte che li si può anche capire. “Che fai nella vita?” “Studio” “Ma davvero? Racconta…” E loro possono raccontare le uscite con gli amici che terminano all’alba, il non alzarsi prima dell’ora di pranzo e le interminabili giornate a discussioni filosofiche sul futuro. (In genere non parlano nè di prof nè di corsi perchè è da troppo tempo che non vedono nè gli uni nè gli altri). Se si sono laureati alla stessa domanda si ritrovano a rispondere “Sono un disoccupato”. Il che è deprimente e pure abbastanza banale. E soprattutto, se speravi in un appuntamento, te lo sei giocato. Perchè nessuno accetta un invito fuori se offre la mamma. Poi io suggerirei anche a chi ha un lavoro sicuro di non ammazzarsi sui libri. A starci in maniera ossessiva si arrotola il cervello come fosse una spirula spirula (presente no? Le conchiglie che ricordano un po’ il guscio di una lumaca). Prendete Monti che con la scusa della Bocconi è sempre stato in ambiente scolastico. Poi si è preso come ministro la Fornero. Ecco, se esagerate magari avete un lampo di gloria poi non è che venite dimenticati: vi cacciano proprio. Se oltre a questo riformate la pensione in modo machiavellico che altro vi aspettate? Alla fine è tutto là. Peggio di un’anguilla che si morde la coda. I giovani non entrano perchè i vecchi non escono. Ergo: non ci si laurea per non invecchiare senza lavoro. Poi quando si esagera comunque qualcosa ti si rompe in testa. Non sai neanche più fare le equazioni più banali. Prendete solo il nuovo emendamento “salva-poltrone”. Io ho studiato abbastanza, però non ho superato il limite. Infatti riesco ancora a capire che se io sono 1 ho bisogno di 1 guscio. Al governo ragionano: il politico è 1 ha bisogno di 2 poltrone (almeno per iniziare, poi sembra si divertano con il gioco della sedia: si vota, corri corri che ci scambiamo di posto). Insomma dai, non sanno neanche più riconoscere la destra dalla sinistra. A noi lo insegnano appena nati e se uno proprio non se lo ricorda dicono “Destra è la pinna con cui saluti”. Se uno è mancino… vabbeh, ci metterà di più a imparare!

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Il continuo balletto del PD… che lo fa retrocedere sempre un po’

Adesso forse ve ne convincete anche voi, visto che l’ha dichiarato un gruppo di scienziati svedesi: se canti in gruppo… “ti passa”! E dire che son secoli che cerchiamo di spiegarvelo. Abbiamo perfino il comitato delle sirene costituito appositamente. Loro vengono vicino a riva, si fanno vedere in tutto il loro splendore e cantano, si spazzolano i capelli, cantano, si guardano allo specchio, cantano, fanno acrobazie, cantano, ridono, cantano… Insomma, il messaggio dovrebbe essere chiaro a chiunque (a parte che sono delle narcisiste come pochi, intendo): fate gruppo, lasciate che la voce scivoli sulle note e starete subito meglio. I bipedi hanno spiegato che il battito del cuore si sintonizza, lo stress cala, la pelle si rigenera e così via. Insomma, vien voglia d’infiltrarsi nel primo gruppo che si trova e dar fiato all’ugola. Io mi faccio una passeggiata sui fondali e sento musica ovunque. Poi mi guardo attorno ed ecco tutti questi colori che sembrano abbinati alle note. Infine guardo un po’ oltre e vedo un tritone arrabbiato che cerca d’inforchettarsi una triglia però hey, ho mai detto che da noi è tutto perfetto? Allora mi chiedo: ma perchè quelli del PD non creano un bel gruppo a cappella? Pure un’air band che forse è meno complicato! Voglio dire: a suonarsele di santa ragione sono fantastici in fin dei conti. Se la cavano bene anche con i balletti: avanzo io, indietreggi tu e viceversa, purchè il partito non scoppi. Poi ogni tanto qualcuno s’impunta e si mette a urlacchiare come se fosse un pesce elettrico:”Se non mi passi la mozione tiro fuori il teaser”. (Si sono modernizzati anche loro. Per fortuna adesso hanno capito che se lo usano sott’acqua qui finiamo tutti fritti!). Però se ci pensate sono esseri mutaforme: mai una volta che Letta dia retta ai suoi e il Pd che fa? Gioca a gambero gambero. Pure con le dimissioni di Alfano: niente da fare, prima sbraitano e poi la buttano sul “Grande capo, decidi per noi”. Il problema di fondo è che Omero vi ha rovinati tutti. Ha fatto legare Ulisse all’albero della nave quand’era in vista delle sirene dicendo che erano crudelissime (ma povere loro, ma l’avete mai vista un’orca arrabbiata?) e da allora picche che le ascoltate. Ecco, se il Pd avesse il coraggio di tuffarsi una buona volta e farsi uno stage con uno dei nostri cori sicuramente poi qualche punto su cui convergere riuscirebbe pure a trovarlo. (Io sospetto che Civati una capatina l’abbia fatta: è l’unico con la chioma fluente se ci fate caso!) A me il PD ricorda una comitiva di pesci ambasciatori mediterranei quando va a fare visita alle tribù oceaniche. Quelle hanno i grandi squali che sguazzano vicino al confine (mica per altro, è che se si avvicinano a riva per far quattro chiacchiere con qualche granchio sicuro beccano degli umani che iniziano a urlare terrorizzati e loro sono sensibilissimi ai rumori). I mediterranei sono accompagnati da un sirenetto con il tridente sempre impugnato: ovvio che ancora prima di parlare mostrano i denti. I piccoletti si danno alla fuga perchè non è ora di partecipare a un banchetto in qualità di pietanza e dicono a tritone di andare avanti. Al che si ritrovano tipo 20 contro 1. Che deve fare? Saluta e ringrazia per l’ospitalità e torna indietro. Ecco. I democrat sono uguali: partono in gruppo, ne resta uno eppure stonato. Ma gli altri sono diventati tutti solisti?

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Per risolvere il problema della disoccupazione… insegniamo a pilotare gli F-35?

Volo solo se strettamente indispensabile. Per il resto meglio il guscio ben piantato a terra o in immersione. Questa è la verità. E se proprio devo prendere una piuma per farmi dare uno strappo in volo, di certo non mi metto a lanciar polipetti esplosivi. Fine della storia. Quindi questa fissa per gli F-35 non la capisco. E’ un po’ come la storia del bracco che imitava il Barone Rosso sapendo che alla fine veniva abbattuto. Solo che, è risaputo, i cani sono intelligenti, quindi si fermava un attimo prima. Qui c’è il problema di fondo che sembra il governo abbia deciso di non eiettarsi dalla catastrofe totale. Tipo la storia di Achille: vita breve ma imperitura memoria. Solo che lui era un eroe che andava in prima linea (in poche parole: se la cercava). Questi decidono e mandano avanti gli altri. In poche parole è questo il ragionamento che si fa da noi. Forse ha la profondità di uno specchio d’acqua di palude, ma il senso c’è. Se proprio vogliamo immergerci nell’argomento allora ok. Andiamo da il grande polipo. Lui ha i tentacoli ovunque ed è il tuttologo migliore a cui chiedere. Adora le similitudini quindi non meravigliatevi se vi dirà: presente quando in mezzo al panico per l’arrivo di dieci squali affamati un pesce rosso si nasconde dietro un miserrimo filo d’alga con la speranza di non farsi vedere? I bipedi sono uguali: in un oceano di motivazioni assurde (o inesistenti) si aggrappano all’unica scusa lontanamente plausibile per darsi un minimo di contegno. In questo caso specifico, alla totale sudditanza verso gli altri stati. Pensateci: l’Europa dice… gli Stati Uniti vogliono… E loro bravi soldatini Signor sì signore! Certo che tutti gli imperatori che avete avuto starando dando testate nei Campi Elisi a vedere una simile discendenza! Alla fine son peggio dei merluzzi quando le seppie li minacciano: “O il tuo plancton o ti schizzo!” e loro ecco che smollano il raccolto. (Io mi farei schizzare, una bella ripitturata al guscio va sempre bene…). Insomma, il governo (almeno chi decide, che son sempre gli stessi) è una barca in alto mare, la bussola l’ha lasciata in pegno alla Ue e il cielo è coperto. Aspettano che passi un F-35 solo per capire la direzione da prendere… Voi direte che sicuro si sta andando a schiantare contro un masso enorme… Sapete qual’è il problema? Che alcuni sono come i dispiaceri che provate ad affogare nell’alcool e scoprite che nuotano benissimo… Quello che non si capisce è perchè, se continuano a tagliare impazziti come dei granchi in ritardo con la preparazione dei coriandoli per la grande parata, poi decidono di fare un po’ di beneficenza alla guerra spacciandola per missioni umanitarie: sta a vedere che hanno trovato il modo di risolvere la disoccupazione arruolando tutti!

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Quei concetti che nel tempo cambiano significato: i Cavalieri

Da noi è facile imbattersi in conchiglie di murice piene di zooplanctos. Se prestate attenzione, nelle vicinanze vedrete un piccolo spiazzo che ricorda un po’ le vostre piste per le biglie. Potete stare certi che in zona sgambettano dei cavallucci marini. Sono sempre pronti a dare un passaggio e sono davvero economici come mezzo di trasporto: con un pasto ti portano dove vuoi. Niente a che fare con le vostre auto che succhiano litri e litri di benzina a prezzi impossibili. E non corriamo neanche il rischio di restare a piedi per uno sciopero! Stareste meglio se vi spostaste con i cavalli anche voi? Probabilmente non con la vostra passione per i clacson negli ingorghi! Però forse un po’ di nostalgia per i tempi passati vi è rimasta appiccicanta come un pomodoro di mare sulla spiaggia dopo una tempesta. Voglio dire, nel 2013 ancora avete i cavalieri! E non sto parlando di uomini che aprono la portiera dell’auto o cedono il passo. Intendo quelli con veste, spadino e onorificenze varie. Come una volta, hanno i loro luoghi di ritrovo e si beano della reciproca compagnia ma, a differenza del passato, non salvano le pulzelle in difficoltà nè ispirano poeti. E soprattutto, più che per il loro coraggio e valore sono conosciuti per la poltrona che occupano e per il conto in banca. Da noi non esiste come carica (del resto non abbiamo neanche mai avuto feudi o regni). Quello che sappiamo l’abbiamo appreso leggendo di Tristano e Lancillotto mentre chi arriva al master in Cultura Bipede studia anche l’Orlando e don Chisciotte (noi siamo per la par-condicio, se poi lottano contro draghi o mulini a vento scelta loro, non discriminiamo). Però i racconti ci piacevano e avevamo provato a creare l’Ordine dei menestrelli. Peccato che i lucci ogni volta che aprivan bocca inghiottivano mezzo litro d’acqua e abbiamo dovuto desistere. Questo per dire che se noi sopravviviamo (da prima di voi a voler essere pignoli) forse non è indispensabile. Fatto sta che da voi Vaticano e Stato riconoscono gli ordini dei Cavalieri e così facendo ci confondono le idee. Mi spiego. Noi leggiamo di uomini il cui credo era l’onore e piuttosto che contravvenire alla parola data si gettavano nella mischia in cerca di una morte gloriosa. Qui dell’aldilà hanno una paura folle (altrimenti non si spiega lo schieramento degli uomini della sicurezza: ma non erano i cavalieri che difendevano i più deboli?) anche se poi s’inginocchiano davanti al Papa e quindi dovrebbero essere credenti (ma la storia della vita eterna allora che fine ha fatto?). Un tempo l’investitura era una missione che durava tutta la vita e a cui ci si dedicava completamente. Ora è un “di più” che si somma all’attività lavorativa quotidiana: avvocatura, politica, mafia e l’impegno per trovare un modo per farsi indagare. Ma forse è solo l’ennesimo segno del cambiamento dei tempi. Una volta c’erano gli opposti: il bene che combatteva contro il male. La delinquenza e la giustizia. La destra e la sinistra… Magari è per questo che da noi non esistono le investiture: gli unici opposti che si uniscono… sono i due lati del guscio quando è ora di fare la nanna!

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Di che twitter sei?

Giornata memorabile (in tutti i sensi) per tutti coloro che ieri erano presenti allo Stadio Euganeo di Padova per assistere al concerto di Jovanotti. Dopo essersi letteralmente sciolti sotto il sole battente prima e dopo l’apertura dei cancelli, quando finalmente l’attesa è finita il cielo si è incupito prima e rischiarato di lampi poi. Dopo di che hanno iniziato a cadere le famigerate secchiate d’acqua riducendo tutti i presenti in pulcini da strizzare. A questo punto, sotto la foga della pioggia, Lorenzo ha preso la parola e spiegato la situazione… twittando! Ok, da fuori e all’asciutto si ragiona: causa diluvio qualche problema con l’impianto ci può essere (stiam pure sempre parlando di fili elettrici che sguazzano). Ma il primo pensiero di questi povere persone zuppe quale immaginate sia stato? Ora prendo il cellulare (così si annega pure lui) e controllo se raccontano novità in rete? Ecco, tutto questo mi ha fatto riflettere.  Premetto che noi non cinguettiamo: da noi si spinneggia. Ossia, se vogliam condividere qualche pensiero abbiamo questi sassolini levigati a forma di pinna sui cui scriviamo per poi appenderli alle reti dei galeoni sommersi (ma vedete che voi umani siete utili a volte? Basta non restiate sotto forma di fantasma dispettoso, ma quelli di solito sono i pirati). Chi vuole sapere che succede in genere si fa una notata in zona e legge quello che gli interessa. Però abbiam a disposizione al massimo 3 sassolini-pinna al giorno. Lo facciamo perchè così siamo obbligati a raccontare solo l’essenziale. Voglio dire, non ci mettiamo a raccontare di quante onde abbiamo contato nell’ultima ora o a che pagina siamo arrivati del libro del momento (se ve lo chiedete, qui spopola 50 sfumature di verde alga). In poche parole: non intasiamo la comunicazione. E potendo scrivere solo tre pensieri al giorno, ci riflettiamo. Anche perchè quello che scriviamo poi non ce lo possiamo rimangiare o dire che il nostro sassolino sta là “a nostra insaputa”. Ma il problema in superficie è che non avete problemi di spazio, 140 lettere tutte le volte che volete. Quindi via libera! Allora c’è chi avvisa che si è svegliato (ma anche se non dite “buongiorno” uno le capisce che non state dormendo… sempre che non soffriate di sonnambulismo, ma allora svuotate il frigo, chi ve lo fa fare di connetterti?), e chi racconta i successi del governo (tipo Letta che appena una cosa va bene la comunica salvo poi scordarsi la password tutto il resto del tempo) o quello che non va in politica (e qui prendiamo i pentastellati che in rete son sempre presenti tranne quando c’è da votare le espulsioni). In effetti c’è anche chi ci prova ma non ci riesce proprio: qualcuno ricorda la prima “chiacchierata” di Monti in Twitter? Qui abbiamo ancora i ricci che rotolano dal ridere, alcuni son pure finiti nello scheletro della grande balena: arrestati per vagabondaggio. Vaglielo a spiegare ai secondini che era per l’exploit dell’ex premier: rispondevano che fosse stato per lui allora dovevano piangere per solidarietà con gli italiani. Ma sto divagando. Dicevamo, ormai c’è il twitteraggio compulsivo: anche quando c’è un film in tv. Nessuno guarda più il film, si limita a commentarlo. Ma se non vale la pena di gustarlo tuffandosi in una vaschetta di gelato, non è meglio un libro? Tipo 20mila leghe sotto i mari!

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Il futuro dell’Italia… è all’estero?

La vita di una cozza è sempre imprevedibile. Prendiamo stamattina. Premetto: sono tre giorni che ci turniamo in attesa della nascita del royal baby per sapere quando i merluzzi possono rimettersi tranquilli. C’è giunta voce che paparazzi e sudditi vari nell’attesa si rimpinzano di Fish & Chips e quindi siamo tutti in stato d’allerta. Insomma, me ne stavo tranquilla a galleggiare aspettando il gatto della Manica con gli ultimi aggiornamenti quando un’onda di passaggio passa e pensa mi serva uno strappo per andare da qualche parte e così mi ha fatto sconfinare. Il problema delle onde è che sono molto umorali: arrivano, ti prendono, ti smollano da qualche parte e spariscono. A quel punto non ti resta che cercar di capire dove sei e decidere che fare. Visto che il mio turno non era finito e la zona era deserta, ho dovuto spedire un messaggio di bolle d’acqua per avvisare dell’accaduto e rimettermi in moto. Il problema era che all’orizzonte si vedevano diverse vele e non avevo molta voglia di finire in guazzetto, così ho preferito chiedere un passaggio all’amico Marangone dal ciuffo, un vero esperto di acconciature che viene sempre in mio aiuto quando ho qualche avvenimento importante. Dall’alto abbiamo visto tantissime valigie. Nulla di strano direte voi: tempo di ferie. Però queste erano grandi e… vuote! E ancora una volta penserete: certo, c’è crisi, la gente non si muove. In realtà erano quelle che i cervelli in fuga dovevano decidersi a riempire. La cosa ironica dell’Italia è che una volta all’estero ci andavano le persone, ora ci vanno intere aziende. Anche quelle che dello Stivale hanno fatto la storia. La Scotti appartiene al 25% alla spagnola Ebro Foods, la Fiorucci se l’è comprata la Campofrio Food Holding, la Peroni è in mano alla sudafricana SABmiller. E ancora Parmalat e Galbani ormai sono targate Lactalis, Perugina e San Pellegrino appannaggio della Nestlè che vanta anche Buitoni e Antica Gelateria del Corso. Anche il vino ha piegato la testa alla vodka con l’azienda Gancia acquistata dal magnate russo Rustam Tariko. E ormai non ci si può più godere in santa pace neanche un cioccolatino tipicamente italiano come un gianduiotto visto che la Pernigotti è passata in mani turche. Insomma, per forza i giovani poi vanno all’estero: che resta da fare qui? Il problema è che se io domani mi sveglio e decido di trasferirmi da qualche parte ho il mio bel documentino che dimostra che, essendo di razza aliena, sono sopra le parti. E poi ho il mio guscio che è una vera garanzia contro l’abusivismo. (E questa è una gran cosa: pensate che meraviglia svegliarsi ogni giorno con un panorama diverso.) Però quando io faccio una puntatina a Montecarlo mi guardano un po’ storto e non capiscono perchè resto sulle coste italiane, figuratevi di voi bipedi che pensano. Adesso, diciamocelo. Un po’ contraddittori siete. C’è gente che vuol far parte dell’Europa… ma solo con la Padania! Insomma, un po’ confuso il ragionamento (e infatti se ci fate caso Maroni non lo si sente più nominare. Bisogna attendere l’autunno che si schiudano i ricci?). E poi c’è chi vuole uscire dall’Europa… ma restarci per lavorare. Da noi queste cose non si sono mai sentite. E’ pure vero che siamo alquanto abitudinari. Prendete chi ama stare nel suo bel lago: mica s’inventa un viaggio transoceanico. Al contrario chi si sposta ha le sue mete preferite, magari controcorrente, però sai per certo dove trovarlo in ogni periodo dell’anno. Quindi non ci creiamo questi grandi problemi. Comunque, dall’Italia la gente se ne va. Lavoro non si trova (quindi pensare di farsi un futuro è un’utopia) anche perchè chi potrebbe darne è costretto a vendere per non essere risucchiato in quel Triangolo delle Bermuda che chiamate tasse. Questo è un dato di fatto. Ovvio quindi che si guardi altrove. Però se tutti i cervelli se ne vanno chi ci resta qui? Solo il governo? A parte il bisogno di tranquillità economica però, secondo me, c’è anche dell’altro. Un qualcosa insito nel DNA: gli italiani sono un popolo migratorio. Amano l’altrove. E’ tipo la sabbia del vicino che è sempre più soffice. Dall’antichità proprio: chi arriva e chi parte. E’ servito un troiano per dare origine alla città dei romani che a loro volta se ne sono andati all’estero per ampliare i confini. E da allora c’è sempre stata quest’ansia dello spostamento: dal sud al nord all’estero. Anche chi ha lavoro (anche ben pagato) ha talmente voglia di essere altrove che manda i suoi soldi in capo al mondo solo per sentire che una parte di sè si trova in un altro luogo… magari proprio in un posto di mare… come le Cayman!

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Siamo tutti un po’ James Bond

00Cozza, licenza di far paragoni… improbabili? Siamo tutti un po’ James Bond, non c’è nulla da fare. E non lo dico perchè se metto quattro ruote al guscio ho un’auto che ricorda la famosa Aston Martin. Vabbeh, il colore è quello e vi assicuro che fila che è una meraviglia! Per non parlare di tutti gli accessori. Lo spray urticante, marca Medusa ovviamente, così gli inseguitori si tengono alla larga. E le mie superforbici, gentile dono di grande granchio, se finisco in rete. Per non parlare dello spargitore di perline: se le razze provano a seguirmi è il modo migliore di distrarle. Loro sono simpatiche ma ogni volta insistono con la storia che Aladino ha scelto il tappeto pur avendo loro a disposizione… Comunque, anche senza possedere un guscio tecnologico come il mio alla fine qualcosa in comune con la spia più famosa di sempre l’abbiamo tutti. Magari non è il fisico aitante o il conto in banca, ma qualche similitudine la si trova. Ad esempio tutti abbiamo un M da qualche parte: familiari che ci coprono le spalle, un’amica così sincera da dirci che quel colore proprio non ci sta addosso o un collega che copre l’ennesimo ritardo. A ogni età abbiamo “il cattivo di turno”. Il bambino che ci ruba il gioco preferito all’asilo, il prof che proprio non ci sopporta e continua a darci voti bassi, il capo che arriva con pratiche urgenti il venerdì quando siamo già in ascensore o il governo che continua ad assottigliarci la pensione. E poi c’è sempre quella malinconia per qualcosa o qualcuno che non c’è più: il primo amico trasferito, il punto vita perduto o le chiavi della macchina (in genere non sono proprio scomparse: sono sul cruscotto con voi chiusi fuori). Insomma, questo per dire che se mi metto un papillon bianco e canticchio “ta-ta-ta-taaaaaaaaaaaan” (sì, lo so, stono, ma come me non lo fa nessuno e poi scusate, mi vedete addosso una chioma fluente e una coda? No, allora lasciate alle sirene la loro specialità!) mi sento subito una 00Cozza anch’io, pronta per una nuova missione. Quello che mi manca è lo spirito vendicativo, ma in fin dei conti con chi me la dovrei prendere? Con voi che vi spalmate la crema solare e m’inquinate l’acqua? Ma a quello ci pensano le nostre flotte d’alghe. Penserete mica approdino a migliaia sulle vostre rive giusto per prendersi un po’ di tintarella. Pensateci. Se andate in alcune spiagge non vi ci avvicinate neanche all’acqua da quante sono: come fate a scioglierci i solari dentro? Quindi non ho nessuna reazione bellicosa da mettere in pratica (nel caso mordo se provate a spadellarmi però hey, si deve pure sopravvivere!), di solito preveniamo che è sempre la soluzione migliore. Però questo non significa che non amiamo le avventure come Bond. Non pilotiamo aerei, ma provate voi a guidare un gabbiano: ti fa scendere al primo masso in mezzo all’oceano che trova e tocca aspettare un delfino di passaggio per tornare indietro. Quindi in cosa mi riconosco? Beh, sono un genio dello spionaggio! (Dai, non pensate male, voglio vedere chi di voi non s’intrufola nelle pagine Facebook della persona che gli interessa per monitorarla a ogni spostamento.) Io sono avvantaggiata, in un angoletto buio chiudo guscio (e tolgo il papillon, mica sono una sprovveduta) e sicuro mi confondo: se vi stessi spiando in questo momento non ve ne accorgereste. (Mica sprovveduta come la Cia che basta una talpa per scatenare un putiferio!) L’unico inconveniente è che di solito le attese sono così noiose che mi appisolo risvegliandomi quando la gente se ne va sbattendo la porta. Però non c’è problema, conosco tutti i cuniculi della grande barriera in cui conservano i documenti. Se è per questo conosco anche diversi pesci canterini che per avere un posto in prima fila al concerto dei Dolphins mi danno tutte le informazioni che voglio… Quindi sì, se servono informazioni varie per risparmiare tempo meglio chiedere a me. Anche in fatto di riservatezza: più muta di un pesce! Detto questo, non mi resta che preparami per la prossima missione aspettando che il vecchio James torni sulla piazza. Già, perchè nel 2015 esce il nuovo capitolo della saga e ancora una volta Craig si è conquistato il ruolo. Del resto si sa: squadra che vince non si cambia e quando lui ha impersonato la spia al servizio di Sua Maestà le cose sono sempre andate per il verso giusto: avanti così. Mica penserete che l’industria del cinema sia come un gamberetto che torna sui suoi passi! E con lui torna anche il regista Mendes: del resto uno 007 può anche contare su lui, sè e se stesso, ma quando s’inizia un viaggio sempre meglio che ci sia qualcuno di cui fidarsi che ti tenga la mano se stai per scivolare giù dal cavalluccio!

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