Posti in piedi… a Pompei!

Quando faccio quattro balzi in fondo al mare, devo sempre fare attenzione su dove atterro. Se c’è una buchetta minuscola probabilmente là sotto s’è nascosto un cannolicchio. Sono esserini simpatici quando li convinci a stare un po’ in superficie, ma prima devi giurare sul tuo anellino di corallo che non ci sono pericoli all’orizzonte. Appena fiutano l’incognita eccoli che di nuovo scavano e tornano a infilarsi nel loro antro. Se non li sproni un po’ capace che passano la vita a osservare l’acqua sopra di loro aspettando passi qualcuno per chiedere che succede in giro (cosa che permette loro di essere il quotidiano del mare. Anche perchè ti spiace tanto per loro che ti fermi per forza). Il più “coraggioso” che ho conosciuto è Nacho. Lui ogni tanto viene anche a farsi un giretto (mai troppo lungo, sai mai che insidie possono esserci!) e ne approfittiamo per parlare un po’. Non pensate a un cuor di squalo però: appena vede un paio di piedi inizia a tremare e a ripetere “vai avanti tu, vai avanti tu”. Praticamente il ragionamento è: “Se prendono lei probabile faccio la stessa fine. Se mi tengo a distanza faccio in tempo a insabbiarmi.” Insomma, se cercate la parola “altruismo” di sicuro non troverete una sua foto. Forse c’è con “autoconservazione”… Sarà per questo che Nacho ha la passione per i siti archeologici: dice che se anche lui gioca bene le sue carte avrà una vita lunghissima. E allo stesso modo delle colonne, che a parer suo ragionano come lui per via della forma simile (non è che uno si schiarisca molto le idee su come gira il mondo quando sta tutto il tempo sotto la sabbia), teme i bipedi. La sua affermazione tipo è: “Quando i dieci dita stanno bene, del resto non gl’importa”. (Non prendetevela se vi definisce così, mettetevi dal suo punto di vita: vede solo quello!) Adesso, posso non essere proprio proprio d’accordo, ma un pochina di ragione gliela devo pur dare! Prendete solo quanto successo a Pompei. Chiunque in giro per il mondo (anche marino) vi direbbe che è un patrimonio inestimabile. Ma quanti in Italia la pensano così? Togli chi ama l’arte, la storia e la cultura dico! Insomma, noi abbiamo organizzato una festa quando hanno assicurato che resta un sito Unesco e fatto una statua di sabbia a Siani quando ha deciso di organizzare uno show per devolvere i soldi alle opere di ristrutturazione. E appunto, chi di voi riconosce il valore del sito (e sta in zona) si è affrettato a prendere i biglietti. Beneficio doppio: trascorrere una bella serata e proteggere la storia in un colpo solo. E gli altri? Si son intascati i biglietti gratis! Che poi fa riflettere su chi siano quelli che si ritrovano sempre a non pagare: politici e vip vari. A parte che forse son gli unici a non aver bisogno di benefici extra…  Questo comportamento equivale anche a non aver rispetto per lo stesso artista che sta offrendo la sua arte per un bene collettivo: non sta facendo beneficenza a chi proprio non ne ha bisogno. E’ come se io andassi a caccia per lo squalo bianco: quello si arrangia da solo e a volte esagera anche un po’! A me sembra abbiano un ego come quello di una balena che s’è mangiata un canotto gonfiato e per un pelo non esplode! Praticamente: io sono io e la cosa fondamentale è che passi una bella serata! Che poi mi sfugge come mai tra pubblico pagante e scroccatori d’eventi, se i posti numerati erano gli stessi, sono stati tutti occupati dai secondi… E che? Adesso VIP significa Vengo Io Prima? Non ci sono neanche più i divi di una volta: almeno loro arrivavano in ritardo per farsi ammirare…

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