Italia: il Paese dove se c’è un problema… lo si passa a qualcun altro!

Noi non dormiamo mai. Dico sul serio. Al massimo sonnecchiamo con il guscio socchiuso perchè sai mai che può accadere se ci distraiamo. Poi la notte ci sono un sacco di cose da fare. Indicare la strada a qualche delfino che scappa dai vostri acquari, andare a controllare che la foca dispersa a Venezia non faccia un frontale con una gondola, far basculare qualche acciuga insonne… Cose così. Poi di giorno magari abbiamo un’aria un cozzosa però hey, mica si può voler tutto. In estate c’è un motivo in più per non dormire: bagni di mezzanotte, canti in spiaggia, yatch ormeggiati su cui arrampicarsi. E poi passa sempre qualche testuggine che si offre di farci fare un po’ di scii acquatico. In quel caso, già che c’è il passaggio, ci facciam sempre una gita fuorispiaggia. Questo per spiegare come faccio a conoscere i Murazzi (io dove c’è acqua prima o poi arrivo!) Sguazza sguazza arriviam fino al centro della movida torinese e sappiamo che andiamo sul sicuro: gente e musica a tutte le ore. Quindi immaginatevi come ci son rimasta oggi a scoprire che mi hanno silenziato le mie gite preferite! Perchè con la scusa di “tranquillità pubblica” e “convivenza civile”, con la nuova regolamentazione me l’hanno ammazzata di brutto. Già la musica che non può essere diffusa dopo le 23. Ma avete idee di quante diverse pettinature si prova una sirena prima di uscire? Noi è già tanto se arrivamo verso mezzanotte. Che poi diciamocelo: fa proprio cucciolo arrivare prima. Stacchi la musica a quell’ora una ragazza non fa neanche in tempo a decidere come vestirsi che già è finita la serata! Va bene solo per studenti e lavoratori part-time (la mattina, così ci riflette con calma nel pomeriggio e forse ce la fa). Che poi a voler trovare il pesce roccia sullo scoglio (un consiglio, non giocate mai a nascondino con lui, avete perso in partenza) è pure contraddittoria. Perchè dici stop alla musica, quindi fai svuotare il locale, matematico. Però poi bisogna evitare gli assembramenti. Ma chi l’ha scritto ha come sponsor le compagnie telefoniche? Tipo: ok, tornate a casa così non fate baccano e vi connettete in Twitter o scambiate sms. E io lo capisco pure che un po’ di tranquillità ci vuole, ma poi perchè se non ci può essere musica prima delle 7 di mattina l’inquilina del piano di sopra passa l’aspirapolvere alle 6.30? E parliamo della raccolta del vetro alle 5? Poi tanto i ragazzini aspettano che vadano in ferie i genitori, si trovano a casa di qualcuno e si ascoltano la radio a tutto volume. Così poi urlano i vicini… Praticamente hai solo spostato il problema. Che poi non capisco perchè ogni volta che c’è da far qualcosa voi bipedi vi mettete a giocare a chi sceglie l’alga più corta. Prima è capitata ai genitori. Allora insegni l’educazione e quando i figli sono abbastanza grandi per star fuori fino a notte non fan danni. Poi è stato il turno di maestri e prof: tanto devono insegnare, vedi se riesci a fargli entrare in testa che c’è modo e modo di divertirsi. Quindi è toccato alle forze dell’ordine (che se si chiamano così un motivo ci deve pur essere). Adesso è toccata ai gestori dei locali. Che già hanno i loro grattacapi con la crisi, ora devo pure far da balia/poliziotto ai clienti. Ma poi vanno a colpire anche tutte quelle persone che, semplicemente, restavano un po’ in tranquillità a godersi della buona musica e un po’ di compagnia quando finalmente cala l’afa e si può finalmente respirare. E rovina pure la mia fama di conoscitrice dei migliori locali notturni, che adesso non so più dove portare il pesce sultano questo fine-settimana! Lo porto a vedere il pesce pagliaccio?

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