Per sentirsi italiani… una tazza di caffè e una partita di calcio!

Adoro il caffè. Mi ci faccio proprio il bagno dentro. Non lo dico per dire. Datemi del caffè e io mi ci tuffo. Per me una tazzina è come la vasca di Cleopatra. Lei usava il latte per ammorbidirsi la pelle? Io la bevanda nera per lucidare il guscio. L’unico problema in genere è uscirne poi: perchè non ci mettete dentro una scaletta non l’ho mai capito. L’unica avvertenza è di non chiederlo mai al vetro. Ti danno questi bicchierini stretti che ti ci incastri dentro e tocca sempre chiamare una testuggine, prenderla al lazo con un’alga e farti trainare fuori. Insomma, il caffè è uno dei grandi piaceri della vita. Quindi vi lascio immaginare come mi si sia divelto il guscio quando ho scoperto che in centro a Roma te lo fanno pagare 5 euro! Praticamente diventa un lusso anche una delle cose più banali. Ma per tutti i baffi del pesce gatto! Io penso sempre: “non chiederti cosa l’oceano può far per te ma quello che tu puoi fare per l’oceano”. E non son proprio convinta che far diventare una pausa (tuffo) caffè un qualcosa di proibitivo sia una scelta saggia. Poi mi restano le amiche con il guscio opaco e tutte mogie. Insomma, un po’ di spirito di collaborazione! Che poi avete presente la storia delle ostrichette curiose? Quelle che seguono il tricheco e il carpentiere? (Se non le avete presenti significa che non vi fate un giro nel Paese delle Meraviglie da troppo tempo!) Ok che poverine non hanno avuto un lieto fine, però pensate che se una fosse riuscita a scappare ci avrebbe rimesso piede in quella cucina dove finiva per diventare la cena? Si dice che l’uomo è un lupo per l’uomo e sembra che il rischio di perdere anche il vizio oltre al pelo non lo corra per nulla! Insomma, con la scusa dello scontrino sembra un po’ un furto legalizzato: ma voi lo prendereste consapevolmente un caffè quando per la stessa cifra ne potete prendere almeno tre più mancia altrove? Che poi equivale anche ad avere delle opportunità in più per fare quattro chiacchiere con un amico. E parlare di calcio! Che è uno degli argomenti preferiti. (Ne parlate così tanto e sbraitate talmente forte durante le partite che l’abbiamo capito anche noi!) Infatti per sentirsi realmente italiani qualcosa bisogna capirne. Altrimenti sei escluso: un vero pesce fuor d’acqua! Provate ad entrare un mercoledì sera nella stagione delle coppe in un locale con il maxischermo e ditemi se non è vero. Lo sanno anche gli stranieri che arrivano in Italia. Infatti Richie Addai è nato in Ghana ma dopo 16 anni trascorsi sullo Stivale di campionato se ne intende. Di politica un po’ meno, ma non gliene posso fare una colpa: i calciatori qualcosa lo vedi che fanno, i politici sai per certo solo che di cose ne dicono tante! E in fin dei conti se vuoi far parte di un gruppo devi avere argomenti in comune. Se io non sapessi nulla di gioielli di che parlerei con le ostriche? Insomma, lui come italiano ci si comporta eccome! C’è chi ha fatto un esperimento e ha scoperto che risponde alle domande come fa la metà degli italiani che certi dettagli tipo la data dell’unità d’Italia l’hanno letta tanti anni fa in un libro di scuola. L’unica differenza è che lui ha fatto l’esame e la cittadinanza non l’hanno data. Comunque, che una persona ce l’abbia o meno… un caffè non lo si nega a nessuno! Buon tuffo!

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