La frustrazione italiana… fa muovere i vigili in branco!

Oggi me ne stavo tranquilla a passeggiare per i canali di Venezia quando a un certo punto… Splash! Quasi mi arriva in testa una scarpa. Alzo lo sguardo e vedo che c’è anche un uomo all’estremità. Lo osservo agitare un po’ le gambe mentre se ne sta appeso a una gondola (le gondole mi piacciono, mi ricordano un po’ il mio guscio. Solo che loro hanno chi le muove, io mi devo arrangiare) e poi decidersi a risalire. Visto che sentivo parecchio rumore in superficie, ho deciso di dare uno sguardo. C’erano sei vigili che tentavano di afferrare il tipo e portarlo via mentre la folla urlava contro alle divise. Il bipede in questione era un artista di strada abusivo e loro l’hanno placcato con la forza. In gruppo. Avevano paura che li pennellasse tutti? Anche da noi ogni tanto qualche diatriba c’è, però in genere la si risolve pinna a pinna. O chela a chela, visto che in genere le più rissose sono le aragoste. Però insomma, sei contro uno poi per forza passi dalla parte del torto: dovresti tutelare l’ordine e fai più confusione che non cercando di trattare con calma. Poi dicono che in Italia non c’è chi vigila sulla sicurezza: per forza! Sono impegnati a mettere in subbuglio una zona tranquilla. Ora, la legge è legge e va bene. Però c’è pure modo e modo di farla rispettare. Il problema è che un po’ di frustrazione in Italia c’è. E come potrebbe essere diversamente? All’estero fermano l’ex capogruppo della Cia di Milano Robert Seldon Lady, quello coinvolto nel caso Abu Omar. Non fanno in tempo a chiedere la conferma del fermo che a Panama l’hanno già rilasciato e fatto tornare negli Stati Uniti. E’ sgusciato via più rapido di me quando vedo un bipede desideroso di mangiarsi un piatto di spaghetti allo scoglio! E ovviamente visto che si parla di Usa l’Italia non dirà nulla, la notizia sarà lasciata cadere nel nulla con buona pace della Severino che l’aveva dichiarato ricercato in campo internazionale. Insomma, se ogni volta bisogna star zitti perchè gli altri son più forti, tanto vale prendersela con l’inerme di turno. Da noi non vedrete mai un’acciuga fare il solletico a un’orca mentre dorme, ok, però hey, si parla di sopravvivenza! Per tornare al povero pittore abusivo, la sua versione è che ha anche richiesto più volte i permessi ma non sono mai arrivati. Noi il problema della burocrazia non ce l’abbiamo: se la gestiscono i calamari. Con tutti quei tentacoli son rapidissimi e hanno anche sempre la loro scorta d’inchiostro a disposizione: se vi serve un aiuto basta chiedere a loro… ma non meravigliatevi se dicono che si fanno una nuotata in pausa pranzo!

cozza-news-venezia

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