In fin dei conti… gli alieni siamo noi!

8 luglio 1947: la base aerea di Rooswell pubblica un comunicato stampa in cui si parla della caduta di un “disco volante”. Nella prima dichiarazione ufficiale delle autorità statunitensi, sempre riguardo allo schianto di un oggetto volante, si parla invece di un semplice pallone sonda. Da allora sono trascorsi 66 anni e Google oggi ha ricordato l’evento con un doodle animato creato ad hoc per l’occasione. Le posizioni da prendere sono: o si crede agli ufo o no. O si prova ad immaginare che ci siano altre forme di vita al di fuori di questa terra o se ne nega l’esistenza. Il paradosso è che molti bipedi accettano l’esistenza di Dio per fede ma oltre il recinto di casa può esserci solo lui. Il fatto è che una divinità aiuta, la sia prega, è un ottimo bersaglio con cui prendersela quando le cose non vanno. Voglio dire: qualunque cosa tu gli dica alla fine il suo “compito” è perdonare quindi non si corrono rischi. Come la mettiamo invece con gli extraterrestri? E.T. era un simpatico alieno che se ne voleva solo tornare a casa, ma vogliamo mettere i mostri di Man in black, Alien e i vari conquistatori che arrivano dallo spazio? Che intenzioni hanno? Distruggere la Terra o condividere la loro sapienza? Insomma, se si crede a qualcosa meglio che sia un’idea rassicurante! L’idea che ci siam fatte noi è che ci sia un’assurda paura dell’altro, il problema è che non abbiam capito bene chi sia l’altro. Anch’io appartengo a una razza aliena e ho un guscio che ricorda un ufo… eppure quando i miei antenati sono sbarcati su questi lidi mica hanno trovato l’esercito schierato. Ok, non siamo energumeni spaventosi a cinque teste, ma in fin dei conti è anche difficile che una cozza diventi Miss Oceano. Solo la nostra Linda c’è riuscita, ma va pur detto che è successo nell’anno in cui hanno introdotto la gara di simpatia. La nostra amichetta ha fatto ridere talmente tanto il giudice seppia che si è trovato a inondare d’inchiostro le altre concorrenti. Insomma, non c’era gara. Quindi non è l’aspetto fisico a rappresentare un problema. Che sia il modo di pensare? Ecco, questa è un’opzione. Il che forse è ancora più assurdo: tanto quando mai vi capite quando parlate? E non serve mica cambiare galassia. Basta che attraversiate lo Stivale. Io una volta fatto un giro, così, giusto per andare a trovare un po’ di amici. Insomma, dovevo raggiungere la Veneta (la chiamiamo così perchè ogni estate cambia spiaggia) e alla richiesta d’indicazioni mi sento dire: “Ciò, tosa, ma dove gheto da ndare?” Ehhh? Ok, continuo il mio giro e a Bologna mi dicono che il mio vaggio è una “gran bazza”. A Firenze trovo un piccione che continua a chiedere dove trova una “hoha hola hon la hannuccia”. A Roma se ne sono usciti con “A bella de casa! E spengi la luce che i moschini me stan a magnà.” A Ostia mi hanno invitata a non “sgrullare” il guscio dopo esser stata in spiaggia mentre in Sicilia continuavano a schioccar la lingua invece di rispondere. Insomma, ma vi spaventate se arriva qualcuno da un altro pianeta? Quelli usano la telepatia: è pure rilassante. Qualsiasi lingua parliate, capiscono il concetto base che volete esprimere. Insomma… il problema a questo punto è solo uno: ricordarsi di non giocare a carte con loro. Non c’è storia quando l’avversario sa che carte avete in mano! Però pensate che figata leggere nel pensiero delle persone. Immaginatevi se i conduttori di talk show avessero questo dono e traducessero per noi tutto quello a cui stanno davvero pensando politici! Sogni di trasperenza a parte, non preoccupatevi degli alieni, in fin dei conti anche voi lo siete per gli altri e… quando lo siete a voi stessi? Se volete vi presto un guscio volante per andare alla scoperta!

cozza-rooswelt

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3 thoughts on “In fin dei conti… gli alieni siamo noi!

  1. Pingback: I nostri 7 giorni: guardando sempre altrove… dimentichiamo noi stessi? | tuttacronaca

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