C’è chi la chiama giustizia e chi la chiama paradosso

Chissà se avete presente il palazzo del Quirinale. Non solo l’ingresso, dove i giornalisti si avventano sui politici per strappare qualche frase… o ci provano: tempi duri anche per loro da quando ci sono i grillini! In realtà stavo pensando alla piazza, dove si trovano l’Obelisco e la Fontana dei Dioscuri. C’è da dire che quello che non si riesce a fare con le pari opportunità agli artisti del passato riusciva benissimo: nudità sia per gli uomini che per le donne. Solo che in effetti questi omaccioni davanti al palazzo del potere un po’ fanno venire il sospetto che la politica sia un gran casino. Del resto che prove abbiamo che non avvallino l’ipotesi? Il Pd propone un presidente e non lo vota. Il Pdl propone un vicesegretario e non tutti approvano. Il Movimento 5 Stelle segue il suo personale Mosè che lo faccia uscire dall’anonimato e poi si disperde nel gruppo misto. Insomma, resistono solo quelli di cui non si sente più parlare! Per forza poi nessuno ci capisce più nulla: il ministro della Giustizia definisce gli avvocati una lobby, loro rifiutano di presentarsi a un incontro con lei… però poi vanno in aula. Per far cosa? Portare avanti un processo la cui pena si risolve con l’indulto! Ok, forse passiamo troppo tempo in immersione e ci si annacqua il cervello, però: un uomo fermato per strada per un fanale rotto dichiara “Italia, paese di m…” e si ritrova con un’accusa di vilipendio alla nazione. La Corte d’Appello lo condanna a una multa di mille euro. La Cassazione conferma. La pena è coperta da indulto. Morale: soldi per lo stipendio dei giudici, per gli avvocati, per i dipendenti del tribunale, per la corrente elettrica, per i documenti… per aver condannato un 71enne salutandolo con una pacca sulla spalla? Ok, lo ammettiamo, abbiam fatto una riunione nella Sala della Conchiglia con tutti i libri di diritto ma non c’è nessuna sentenza della Corte del Mediterraneo che si sia risolta con un’enorme spreco di tempo e di sabbia pressata (la nostra moneta, ndr.). In effetti abbiamo provato a convocare anche il grande Squalo Bianco, il massimo rappresentante della giustizia oceanica (e con quello mica si scherza!) ma nulla, non risulta neanche a lui. Strana cosa la giustizia italiana: ma si sa, Al Capone è stato condannato per evasione fiscale: tutto il mondo è paese! Consolati Italia: ci son tante fontane dove la gente si può rinfrescare le idee!

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