A volte vien voglia di chiudere il guscio e godersi un film

Interessante. Non ci sono altri aggettivi. E’ interessante che Beppe Grillo ieri abbia detto che i politici “resistono come le cozze” e oggi sia sgusciato come un’anguilla di fronte alla possibilità di un incontro con Napolitano che lui stesso aveva proposto. E dire che oggi il Presidente probabilmente si sentiva anche generoso dopo il risultato in Europa per la maggior flessibilità di bilancio ottenuta. Ma quando ricapita una simile occasione al Semplice Portavoce? Insomma, per una volta che dice bene all’estero, i due di picche arrivano dai connazionali. In effetti l’impressione che arriva a noi qui in mezzo all’acqua è che molto da dirsi ormai non ci sia più. Prendiamo quello che succede al cinema. Lo so, penserete: che ne sanno le cozze di cinema? Beh, qualcosa ne capiamo anche noi. E non pensiate si tratti solo di Nemo o della trasposizione Disney della Sirenetta (anzi, non nominatela proprio, mica capiamo come chi vive nell’acqua possa scegliere di barattare la coda con le gambe… forse erano altri tempi, quelli dell’ormai estinto Principe azzurro…). E non è neanche solo quel Moby Dick tra uomini che s’intitola Master e Commander (che comunque consigliamo). Anche noi abbiamo i nostri cineforum, per questo stiamo attenti a quello che succede sulla terra ferma. E per questo aspettiamo con ansia che esca qualcosa di valido al cinema. Ma sembra sia impossibile al momento. Quello che ci è sfuggito (mica abbiamo sempre tutte le risposte, non siete proprio così semplici da decodificare voi umani) è il senso di una dichiarazione di Tozzi. Non il cantante, il presidente dell’Anica. Parlando dei tagli alla cultura ha detto: “… così rischia di essere falcidiato soprattutto il nostro cinema d’autore, resterebbero solo opere prime e commedie blockbuster”. Ecco. Quello che ci siam perse (colpa nostra, forse dobbiam dire ai paguri di aggiornare la distribuzione) è: film d’autori quali? Perchè non starà parlando delle Vacanze, di comici passati dalla tv al cinema e neanche di figli di famosi che si danno alle storie “mocciose”… Quindi ci sfugge il concetto. A parte il controsenso in un’unica dichiarazione: se Letta ha promesso di dimittersi in caso di tagli alla cultura, e non l’ha fatto, come Tozzi ha sottolineato, poi come fa a trovare una giustificazione dicendo che il governo non capisce quello che sta facendo? Non è poi un gran complimento: ci son pure 35 “saggi” in mezzo! Ma in fin dei conti non può neanche dar contro del tutto: poi chi li argina i tagli? Però Letta, non il premier, il cugino del premier (poi non dite che sulla terra ferma non ci sono forme di vita tentacolari: zio di destra -Gianni-, nipote di sinistra -Enrico-, figlio -Giampaolo- ad della Medusa che chiunque vada al governo sa dove bussare) è stato più diplomatico: “Non vi farò fare il titolo Letta contro Letta”: almeno un problema risolto, quello dei giornalisti! Insomma, c’è chi propone pure lo sciopero ad oltranza, che poi se ci pensate bene come idea non è male: ma ricambio di facce anche al cinema? Se i soliti noti si fermano magari è la volta buona che spunta fuori qualcuno di nuovo con idee originali. In fin dei conti una cosa l’abbiam capita: in Italia o son tutti allenatori o han tutti una storia nel cassetto! Comunque non preoccupatevi, due alghe fritte e un buon dvd si rimediano sempre!

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